Ricordi di guerra e dopoguerra di Carlo Troilo

“Altre ali voleranno” intreccia la vita dell’autore con quella del padre Ettore, fondatore della Brigata Maiella
PESCARA . “Altre ali voleranno”, i ricordi della guerra e del dopoguerra di Carlo Troilo (edito da Fondazione Pescarabruzzo ed Edizioni Menabò), è, come spiega lo storico Marcello Flores nella prefazione, «il racconto di un bambino e poi di un adolescente filtrato attraverso le vicende famigliari” (e quale famiglia: il padre era Ettore Troilo, fondatore della Brigata Maiella) in un contesto storico straordinario: l’Italia della guerra, l’Italia della Resistenza e della Liberazione e il Paese della grande, tumultuosa, disordinata, ricostruzione. Il libro ripercorre l’infanzia di Troilo tra Torricella Peligna e Roma (di cui ricorda i bombardamenti tra l’inverno del 1942 e la primavera del 1943) e il successivo trasferimento a Milano dove il padre fu nominato prefetto, prendendo il posto del socialista Riccardo Lombardi, che era stato chiamato a far parte del primo governo guidato da Alcide De Gasperi. Lombardi aveva posto come condizione che il suo posto fosse occupato da un altro comandante partigiano, e fu scelto Ettore Troilo. «Partì con un vecchio aereo militare», racconta Carlo, «indossando un logoro cappotto dei tempi andati con cui fu fotografato al suo arrivo a Milano: un uomo magrissimo, con un’aria stanca e preoccupata». Alle spalle quell’uomo aveva un’intensa e drammatica stagione di guerra. Carlo Troilo dedica pagine intense al racconto della Resistenza abruzzese e alla nascita della Brigata Maiella, il capolavoro di Ettore Troilo. Particolarmente toccante è il ricordo di un intelligente ufficiale inglese, Lionel Wigram, che rese possibile il progetto di Troilo, superando la diffidenza degli alleati e convincendoli ad accettare al fianco dell’esercito inglese, nota Flores, «la presenza di un’organizzazione partigiana così atipica - fortemente politicizzata, ma apartitica e repubblicana, abruzzese ma capace di continuare a combattere per la liberazione dell’Italia fino a Bologna e sull’altipiano di Asiago».
L’autore chiude questo piccolo e denso libro con due «sogni nel cassetto». Il primo lo chiama «Miracolo a Milano»: una mostra in cui far rivivere «l’orrore delle distruzioni e il miracolo della ricostruzione». Un’occasione finora mancata per la sordità della politica cittadina. Il secondo sogno è un progetto cinematografico che Carlo Troilo intitolerebbe “Cinema Europa: i film europei in lingua originale con sottotitoli in italiano”, indirizzato ai 40mila cittadini europei che vivono a Roma e ai tanti giovani italiani che parlano almeno una lingua europea. Questo secondo sogno, però, non resterà nel cassetto. L’autore ci informa che partirà in autunno nella Casa del cinema di Roma, diretto da Giorgio Gosetti, in collaborazione con gli istituti di cultura tedesco, spagnolo e francese.
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