Ricostruzione, il viso di Gioia sul Colosseo

21 Giugno 2023

L’artista e attivista aquilano detto “Chiappanuvoli” protagonista di una videoproiezione di ActionAid sul simbolo di Roma

L’AQUILA. Qualche giorno fa, il suo volto, insieme a quello di altri attivisti, è stato proiettato sul Colosseo, simbolo di Roma e dell’antichità, trasformando una delle sette meraviglie del mondo in cartina al tornasole della fragilità del nostro Paese.
L’azione, che ha visto tra i protagonisti anche lo scrittore aquilano Alessandro “Chiappanuvoli” Gioia, è stata realizzata da ActionAid Italia per la campagna #SicuriPerDavvero. Un’iniziativa nata nel 2019, con l’obiettivo di tenere alta l’attenzione sulla necessità di un dibattito pubblico, partecipato e ampio sulle politiche di prevenzione e di ricostruzione in Italia, a partire dalla richiesta al nuovo Governo dell’approvazione del Codice unico delle Ricostruzioni, il cui iter si è fermato con la scorsa legislatura.
Un Codice unico che, come è noto, fu elaborato e proposto anche dai comitati cittadini aquilani negli anni di attivismo che hanno seguito il terremoto del 6 aprile 2009. Attivismo in cui Chiappanuvoli si è riconosciuto sin dai primi mesi del post-sisma, mettendo la sua voce e la sua penna, talvolta anche fattivamente le sue braccia, a servizio della sua comunità di riferimento. Nato all’Aquila nel 1981, si è laureato in Sociologia della Multiculturalità e da anni si occupa di letteratura, ambiente e promozione culturale, così come di analisi e reportage di catastrofi ed emergenze. Firma tre libri, Lacrime di poveri Christi. Terzigno: cronache dal fondo del Vesuvio (Arkhé, 2011); Golgota (premio di Poesia “Città dell’Aquila – Laudomia Bonanni”, sezione opera prima – Zona, 2013); Sopra e sotto la polvere. Tutte le tracce del terremoto (effequ, 2019). Articoli, poesie, racconti e saggi sono apparsi su Stella d’Italia. A piedi per ricucire il Paese a cura di Antonio Moresco (Oscar Mondadori, 2013); Effe periodico di Altre narratività #1; Il cammino nelle Terre Mutate a cura di Enrico Sgarella (Terre di Mezzo, 2019), Monti Sibillini – Ussita. Deviazioni inedite raccontate dagli abitanti (Ediciclo, 2020); e sui blog e testate: Alfabeta2, Nazione Indiana, Artribune, Minima&Moralia, Lo Stato delle Cose, Doppio Zero, il Manifesto, Flanerì, Poetarum Silva, Formicaleone, 9Novae, Il Primo Amore, La rivista intelligente, Comunità Provvisorie, FaceNews, Word Social Forum.
Alessandro, la sua è una presenza costante, come autore, nella nostra comunità. Numerose sono le sue attività in campo culturale. Quale spirito considera il comune denominatore?
Proprio il territorio che racconto, non solo come autore ma anche come operatore culturale. Una scoperta degli ultimi tempi sono stati viaggi esperienziali e le escursioni in montagna, così come i progetti di ricerca sociale. Ad esempio, la mia collaborazione con la testata enogastronomica Virtù Quotidiane, non è solo limitata a contributi scritti. Con loro porto avanti “Di Necessità Virtù”, progetto di promozione territoriale e turistica rivolto ai Comuni delle aree interne e montane. L’incontro e il confronto con i vari attori delle realtà locali rappresentano qualcosa di insostituibile.
Come si è ritrovato immortalato sul Colosseo con ActionAid?
La mia collaborazione con loro risale al difficile e delicato periodo dei terremoti del 2016 e del 2017 nel Centro Italia, quando mi trovai a scrivere alcuni reportage per Internazionale da alcuni dei comuni più devastati. Dopo i contatti iniziali, ho avuto un confronto con i volontari in occasione di alcuni eventi all’Aquila, come il Festival della Partecipazione. Da lì siamo rimasti in collegamento, fino allo sviluppo del progetto relativo al Codice unico delle Ricostruzioni. Un'iniziativa che qualsiasi attore impegnato negli interventi post-catastrofe sarebbe pronto a supportare, a partire dai responsabili degli uffici speciali che operano nel capoluogo e nel cratere. Al momento, però, non è così scontata un'interlocuzione con il Governo attuale.