Rifiuti edili e rumori, così Scurti “registra” Pescara nelle sue opere

7 Ottobre 2021

MONTESILVANO. Rifiuti, scarti di edilizia e il brusio della città che cambiano forma e diventano arte. Accade per mano di Franck Scurti, l’artista francese che, da sabato 9 ottobre e fino al 15...

MONTESILVANO. Rifiuti, scarti di edilizia e il brusio della città che cambiano forma e diventano arte. Accade per mano di Franck Scurti, l’artista francese che, da sabato 9 ottobre e fino al 15 gennaio 2022, sarà protagonista della mostra “Pescara’s recording” nella sede della Fondazione Zimei in via Aspromonte a Montesilvano.
L’esposizione, curata da Massimiliano Scuderi, è il primo appuntamento autunnale della Fondazione, che ha deciso di scommettere sull’ironia e sull’associazione imprevista utilizzata da Scurti per restituire in forma artistica il rumore di fondo delle città, tra cui proprio Pescara, a cominciare dai frammenti di materiali e gli scarti dell’edilizia. I rifiuti, infatti, rappresentano elementi base per le sculture dell’artista, così come importante appare il brusio che accompagna la quotidianità. «Il rumore disturba. Ecco perché chiamo il titolo della mostra “la registrazione” piuttosto che “la raccolta”», spiega Scurti. «Nel caso del Progetto Pescara mi è sembrato importante che le opere fossero realizzate in loco. Volevo lavorare contemporaneamente su una base costruita e su una parte completamente improvvisata.
La base costruita consiste nell’ampliamento di piccoli progetti fai da te che ho realizzato a casa, a Parigi, con confezioni di prodotti di consumo che ho piegato e capovolto in modo da evocare mensole o supporti per presentare qualcosa». La parte improvvisata, invece, si è svolta proprio a Pescara. «Non sapevo bene cosa avrei trovato, ma ho esperienza nel non sapere in anticipo cosa farò. Questa è una delle sfide del mio lavoro. Così ho iniziato visitando i luoghi, scegliendo a caso forme in cui mi imbattevo, ma alla fine la maggior parte delle cose che ho conservato erano scarti architettonici trovati in un cantiere».
Del resto Scurti si definisce uno spirito libero che reagisce alle situazioni che incontra. «Non c’è differenza tra arte e vita, strettamente legati nel mio lavoro, che si influenzano a vicenda», prosegue. «La questione del valore è importante nel mio lavoro, ma per me è un po' come la modulazione di frequenza. Quando un segnale culturale è troppo alto lo metto giù e quando è troppo basso lo esalto. È una cosa piacevole sollevare un pezzo di rifiuto alla contemplazione». Protagonista della mostra è anche lo spettatore, invitato a entrare in rapporto con le installazioni e a sperimentarne attivamente le suggestioni.