Rime che giocano con testi duri Stasera “Concertacolo” di Marino

25 Ottobre 2017

L'AQUILA. Sbarca all’Aquila uno dei cantautori più interessanti del panorama contemporaneo italiano, Pino Marino, che questa sera (ore 22) si presenta al locale “Fratelli - il Bacaro”, nel cuore del...

L'AQUILA. Sbarca all’Aquila uno dei cantautori più interessanti del panorama contemporaneo italiano, Pino Marino, che questa sera (ore 22) si presenta al locale “Fratelli - il Bacaro”, nel cuore del centro storico, con la sua formula “Concertacolo”, un mix di canzoni e “altre storie”.
Una miscela intima e sanguigna con il musicista romano (voce, chitarra e pianoforte) accompagnato dal contrabbasso di Pino Pecorelli (Orchestra di Piazza Vittorio). Un viaggio tra i suoi racconti, fra le canzoni più significative tratte dal suo repertorio discografico, i brani scritti per altri interpreti della canzone italiana e una personale rivisitazione-omaggio dei cantautori di riferimento, fondamentali per la sua formazione di artista autore e cantante.
Diversi i riconoscimenti in carriera per Marino, dal premio Recanati, al premio Lunezia o alla menzione del Meeting Etichette Dipendenti come miglior disco dell’anno, solo per citarne alcuni. Ma la forza della sua scrittura sta nell'originalità dei testi dell’artista romano, colmi di parole del vocabolario quotidiano che però, messe a ritmo, aprono a scenari inediti. Ecco che un titolo all’apparenza insignificante come “Centrifuga e risciacquo” nasconde liriche profonde e passionali, andando a comporre un pezzo post-moderno che funziona e lascia un segno. Ecco che le rime cercate a tutti i costi danno ai testi la freschezza dell’ironia, senza però scalfire di una virgola la drammaticità del racconto. «È una scelta ben precisa la mia», spiega Marino, «quella di prediligere parole dal contesto urbano o quotidiano e portarle su un’altra dimensione per caricarle di significato». L’effetto di straniamento è eccezionale. Un songwriting che talvolta fa eco ai versi di alcuni poeti del Novecento italiano, come Giorgio Caproni, Dino Campana e Pier Paolo Pasolini.
«Poi, naturalmente ci sono tutti i grandi classici», rimarca, «però per raccontare storie mi piace ispirarmi a Italo Calvino». Marino, 50 anni, compiuti da poco, conosce bene la provincia dell’Aquila: «Spesso mi ritiro a scrivere nella Marsica, in una casa ai piedi del Monte Velino. Qualche volta abbiamo giocato da queste parti anche con la selezione Romartisti. Certo», sottolinea, «ho voglia di camminare per il centro dell'Aquila e vedere da vicino la realtà di questa città segnata prima dal terremoto e poi dalle difficoltà nei processi di ricostruzione».