Riondino a Pescara per l’anteprima del film Palazzina LAF

PESCARA. La Palazzina LAF alla fine degli anni '90 era il luogo simbolo, all’interno del grande complesso dell’Ilva di Taranto, in cui venivano confinati i dipendenti considerati “scomodi”. Oggi la...
PESCARA. La Palazzina LAF alla fine degli anni '90 era il luogo simbolo, all’interno del grande complesso dell’Ilva di Taranto, in cui venivano confinati i dipendenti considerati “scomodi”. Oggi la storia di quei dipendenti diventa un film: “Palazzina LAF”, opera prima di Michele Riondino presentata alla 18ª edizione della Festa del Cinema di Roma, nella sezione Grand Public, designato Film della Critica dal Sindacato nazionale Critici cinematografici (Sncci). Lunedì 27 novembre al Multiplex Arca di Spoltore, ore 20,45 si terrà in anteprima una proiezione del film (che poi uscirà il 30) e il regista e attore protagonista Michele Riondino saluterà il pubblico in sala. Condurrà la serata il critico cinematografico Francesco Di Brigida. Con Riondino interpreti del film sono Elio Germano, Vanessa Scalera, Domenico Fortunato, Gianni D’Addario, Michele Sinisi, Fulvio Pepe, Marina Limosani, Eva Cela, con Anna Ferruzzo e con la partecipazione di Paolo Pierobon. Le musiche originali sono di Teho Teardo, la canzone originale “La mia terra” è di Diodato.
L’opera è ambientata 1997. Caterino, uomo semplice e rude è uno dei tanti operai che lavorano nel complesso industriale dell’Ilva di Taranto. Vive in una masseria caduta in disgrazia per la troppa vicinanza al siderurgico e nella sua indolenza condivide con la sua giovanissima fidanzata il sogno di trasferirsi in città. Quando i vertici aziendali decidono di utilizzarlo come spia per individuare i lavoratori di cui sarebbe bene liberarsi, Caterino comincia a pedinare i colleghi e a partecipare agli scioperi alla ricerca di motivazioni per denunciarli. Ben presto, non comprendendone il degrado, chiede di essere collocato anche lui alla Palazzina LAF, dove alcuni dipendenti, per punizione, sono obbligati a restare privati delle loro mansioni. Caterino scoprirà sulla propria pelle che quello che sembra un paradiso,non è che una perversa strategia per piegare i lavoratori.