Risate (amare) con Scanzi a Pescara in scena nello spettacolo “La sciagura”

PESCARA. Il nuovo spettacolo di Andrea Scanzi “La sciagura. Cronaca di un governo di scappati di casa” sarà in primavera a Pescara. Appuntamento col giornalista e scrittore mercoledì 22 maggio al...
PESCARA. Il nuovo spettacolo di Andrea Scanzi “La sciagura. Cronaca di un governo di scappati di casa” sarà in primavera a Pescara. Appuntamento col giornalista e scrittore mercoledì 22 maggio al teatro Circus (ore 21). Organizza Best Eventi. Dopo il successo di “Renzusconi” (2018), “Salvimaio” (2018-19) e “Il cazzaro verde” (2019-20) Scanzi, che dal 2011 affianca l’attività di autore e interprete teatrale al giornalismo, torna a fare satira politica in teatro con “La sciagura”, in cui prende di mira l’attuale governo di destra guidato dal primo ministro Giorga Meloni. Partendo dal suo omonimo bestseller (Paper First, 2023), Scanzi mette in scena, si legge nelle note dello spettacolo-pamphlet, di cui il 49enne giornalista aretino è autore e interprete, «la sconfinata pochezza di un governo composto perlopiù da “scappati di casa”. Novanta minuti di risate (amare), informazione e indignazione, che partono da un’analisi del percorso politico di Meloni per poi ripercorrere le incongruenze del governo, le troppe criticità della destra e l’evanescenza colpevole di una classe dirigente oltremodo imbarazzante. Dalla seconda carica dello Stato La Russa (sic) all’esimio statista Donzelli (aiuto!), dai tetri busti del Duce ai mitologici blocchi navali, dai treni di Lollobrigida ai quadri di Sgarbi. Dagli scivoloni seriali di Valditara a quelli di Sangiuliano, dalle inchieste su Santanché e Delmastro al Capodanno col “botto” di Pozzolo, dal comico inconsapevole Gasparri alle tesi tragicamente oscurantiste di Vannacci. Dal ricordo di Paolo Borsellino (ignobilmente citato da questi governanti che con lui nulla c’entrano) alle canzoni di Gaber e Guccini. Un monologo pieno di musica, satira, fervore e pulsione civile, senza reticenze né sconti, per raccontare questi tempi sbandati. Per interpretare il presente. E resistere all’inesorabile tracollo della politica politicante nostrana». (afu)