Risorge la collana di poesia L’Angiolo della casa editrice Ianieri

8 Settembre 2023

PESCARA. Riprende il cammino per la pescarese Ianieri Edizioni la collana di poesia L’Angiolo, nata dieci anni fa da un’idea della poetessa e giornalista Federica Maria D’Amato e dell’editore Mario...

PESCARA. Riprende il cammino per la pescarese Ianieri Edizioni la collana di poesia L’Angiolo, nata dieci anni fa da un’idea della poetessa e giornalista Federica Maria D’Amato e dell’editore Mario Ianieri. Alla felice stagione editoriale curata da D’Amato è seguita una pausa di cinque anni, finché la curatela della collana è passata quest’estate allo scrittore Fabio Barone che, d’accordo con l’editore, ha deciso di proseguire idealmente sulla linea intellettuale tracciata dall’ideatrice. «Vogliamo rilanciare la collana L’Angiolo con un lavoro accurato, pubblicando durante l’anno non più di due, massimo tre, raccolte poetiche per far emergere lavori autorevoli» spiega il nuovo curatore di collana. «Ci sarà un’attenta selezione dei manoscritti che arriveranno alla casa Ianieri. Ci rivolgiamo anche all’autore inedito. Anzi, l’ideale sarebbe riuscire a trovare e lanciare autori mai pubblicati. Oltre ad aspettare nuove proposte, sto conducendo una selezione rivolta ad autori che conosco e reputo interessanti». La scelta di pubblicare pochi libri l’anno è legata pure alla necessità di garantire all’autore la giusta attenzione in tutte le fasi della pubblicazione e della successiva promozione. «Oggi si pubblica di tutto, c’è un sovraffollamento di pubblicazioni, e per un lettore, anche medio, è difficile fare valutazioni e scelte distinguendo il semplice intrattenimento dalla ricerca. Invece è importante spronare il pubblico dei lettori a cercare strade diverse». Nella sua prima fase la collana L’Angiolo ha pubblicato “Avere trent’anni” (2013) di Federica Maria D’Amato, l’antologia “La consolazione della poesia” (2015), “Cinque donne e un’onda” (2015) di Davide Rondoni, “Non muoversi” (2017) di Luigi Colagreco, “Codice P, in morte del padre” (2018) di Simona Novacco. (afu)