Ritratto di Pomilio a Teramo città che ispirò i suoi scritti

TERAMO. Si parlerà di Mario Pomilio e del rapporto tra letteratura e cristianesimo nell’incontro proposto a Teramo dal Salotto culturale della rivista “Prospettiva Persona”, organizzato dal Centro...
TERAMO. Si parlerà di Mario Pomilio e del rapporto tra letteratura e cristianesimo nell’incontro proposto a Teramo dal Salotto culturale della rivista “Prospettiva Persona”, organizzato dal Centro ricerche personaliste. Appuntamento oggi alle 18.15 nella sala Annunziata (via Palma 31). La conversazione tenuta dalla professoressa Maria Chesi approfondirà la figura dello scrittore, saggista e giornalista abruzzese Mario Pomilio (Orsogna 1921 – Napoli 1990). Insegnante di lettere, Pomilio arrivò a Teramo per la prima volta nel 1951, in veste di commissario agli esami di Stato. La città gli ispirò il suo primo romanzo “L’uccello nella cupola” (Bompiani, 1954), che lo impose all’attenzione della critica e dei lettori ed ebbe il Premio Marzotto per l’opera prima. Ancora a Teramo sarà ambientata pure la quarta opera narrativa dell’intellettuale di Orsogna, “La compromissione” (Vallecchi, 1965), Premio Campiello, romanzo di forte contenuto politico, che rispecchiava la crisi di intellettuale di sinistra che Pomilio stava vivendo. In un’intervista alla rivista Il quadrilatero Pomilio spiegò le ragioni che lo avevano portato ad ambientare a Teramo i due romanzi, il primo “religioso”, il secondo “laico”. A proposito delle differenti anime dei due libri il critico letterario e scrittore Renato Minore ha osservato: «Due storie distinte, ma fuse insieme, garantite da un’urbanistica fatta a misura d’uomo e dal culto dello scambio comunitario ancora possibile in provincia. La prima storia risultava implicita nelle vestigia di una vetusta vita religiosa, le piazze attorno alle chiese, la città intorno alla sua cattedrale. La seconda, “laica”, era il lontano prodotto della borghesia postrisorgimentale con altri punti di riferimento: il corso, la villa comunale, “le piazze dominate da monumenti civici, gli edifici pubblici, le scuole, certi caffè”». (afu)