Rolli e i migliori nomi del jazz debutto negli Usa e tour europeo

PESCARA. La musica di Maurizio Rolli suonata dai grandi del jazz: nasce la California Dream Band e il primo live è per stasera a Los Angeles. Al Blue Whale il bassista abruzzese racconta la sua...
PESCARA. La musica di Maurizio Rolli suonata dai grandi del jazz: nasce la California Dream Band e il primo live è per stasera a Los Angeles. Al Blue Whale il bassista abruzzese racconta la sua storia musicale insieme ad Otmaro Ruiz al pianoforte, Damien Schmitt alla batteria, Dean Brown alla chitarra e Manuel Trabucco al sassofono.
Un italiano in America. Ma non è una storia di emigrazione in bianco e nero, ma quella a colori di un musicista che va negli Usa per formare un gruppo con i grandi del jazz e raccontare la propria carriera. E' la storia di Maurizio Rolli, pescarese doc, che nei giorni scorsi è stato al Namm di Los Angeles, la più grande fiera di strumenti musicali al mondo, come endorser della FBass di George Furlanetto, uno dei più famosi e importanti costruttori di bassi elettrici. Poi si è riunito con «amici di vecchia data per concretizzare un sogno nell'aria da tempo». E ora il Blue Whale, locale tra i più rinomati per i live nella metropoli californiana, tiene a battesimo la California Dream Band, la nuova formazione di Rolli che porterà in giro per l'Europa, in estate, la musica e il repertorio dell'artista.
Suonare all'estero non è mai facile, ma "andare in trasferta" per formare un gruppo che poi porterà in Europa la sua musica è non comune.
«Era un sogno che inseguivo da tempo, sono tutti amici di palco di lunga data, negli Stati Uniti avevo già suonato, due volte con la Chicago Jazz Orchestra di Jeff Lindbergh e una con Mike Stern e la Big band della Columbia Jazz University, ma adesso sarà diverso e suoneremo la mia musica in quintetto, in preparazione di un tour europeo estivo».
La affiancano musicisti straordinari, e il nome richiama quello di famosi spogliarellisti, mai prendersi troppo sul serio…
«L'orgoglio è grande, imbarazzante definirli, sono i compagni abituali di artisti come Gino Vanelli, Marcus Miller, Al Jarreau, Frank Gambale, Alain Caron, Diane Schuur e altri. E che siamo tutti ex belli, vogliamo tornare agli antichi fasti e, visto che il fisico non ce lo permette, metteremo a nudo le nostre anime e le nostre idee musicali, solo quelle credo....».
C’è un altro italiano nella band, Trabucco, come mai tra tanti artisti stranieri la scelta è caduta su di lui?
«Strano a dirsi, specie in Italia, la risposta è molto più semplice di quella che si possa immaginare:è bravo! Nonostante sia giovanissimo, credo sia ormai pronto per suonare a questi livelli».