ROSA CHEMICAL: IO VEGANO, ADORO GLI ARROSTICINI

L’artista sarà sul palco di Giulianova e poi all’Aquila «Dopo Sanremo i miei fan sono cresciuti ma cambiati»
GIULIANOVA. Cambiare sempre e comunque, in studio, sul palco, nello stile di composizione e nell’outfit. Cambiare anche abitudini alimentari. «Sapete», rivela Manuel Franco Rocati, per tutti Rosa Chemical, «poco prima di diventare vegano ho provato gli arrosticini sul lungomare di Vasto, all’epoca facevo ancora il tatuatore e ho approfittato delle pause per prendermi il meglio di questa terra, a partire dalle belle spiagge». Cambiare sempre e comunque, perché per Rosa Chemical questo è un anno di grandi cambiamenti, dai giorni controversi di Sanremo ai sold out dei concerti di primavera ed estate, in un momento di transizione verso quello che viene definito «mainstream». E i segni del nuovo corso si vedono.
Due gli appuntamenti in Abruzzo del tour avviato a inizio giugno al Nameless Festival di Annone di Brianza, in provincia di Lecco. Sabato 8 luglio, Rosa Chemical sarà tra i protagonisti, insieme a VillaBanks, del Terrasound Festival di Giulianova, una kermesse organizzata da Best Eventi in collaborazione con l'amministrazione locale. Domenica 16 luglio, sarà sul palco del Pinewood Festival all'Aeroporto dei Parchi dell’Aquila. Nel mentre, la sua Made in Italy continua a macinare ascolti, con un video che ha superato i 21 milioni di streaming ed è certificato disco d'oro, con una buona permanenza nella Top15 della classifica Fimi dei singoli più venduti e dei brani più trasmessi in radio, oltre che nella parte alta della Top50 Italy di Spotify. È un brano di provocazione che racchiude l’essenza e l’irriverenza prorompente di Rosa Chemical. Parlando in maniera sfrontata di temi ancora considerati tabù come il sesso, la fluidità e il poliamore, lancia un messaggio di libertà che, con strofe “sporche” e accattivanti e un ritmo puramente dance ed un tocco gipsy, invita ad abbracciare la diversità in tutte le sue sfaccettature. Uno spaccato di realtà che si prende gioco di cliché, luoghi comuni e pregiudizi fino a romperli. Molti suoi testi, d’altra parte, si impongono per il tentativo di far fronte all’esigenza di esprimersi senza filtri a 360°, con un linguaggio dissacrante e non convenzionale, che gli hanno permesso di rivoluzionare il mondo urban, in particolare con il suo manifesto artistico Polka: la serie, divisa in tre parti, vede la collaborazione coi Thelonius B. e la produzione di Greg Willen in Polka, il feat. con Guè e Ernia in Polka 2 (2021) e infine Polka 3 (2022), con la produzione di Bdope.
Come sta andando il tour?
Sono soddisfatto da quello che sto vivendo, il pubblico è cresciuto anche dopo la partecipazione in Sanremo e vedo ai concerti tante ragazze che si riconoscono nei miei messaggi di libertà e in qualche modo si sentono protette da questi. Certo, in qualche modo c’è stato uno scollamento con i fan che mi hanno seguito nel periodo più underground. Molti mi seguono ancora, ma altri sono rimasti affezionati alla mia prima versione e non sono molto inclini al cambiamento e all’evoluzione che ogni artista vuole portare avanti.
In più interviste si definisce “politicamente scorretto”. Quanto è difficile portare avanti le sue istanze oggi?
Molto difficile e le polemiche che hanno fatto seguito alle mie esibizioni di Sanremo lo dimostrano. Paradossalmente, questo nostro tempo ha registrato passi avanti e passi indietro. Sicuramente, si parla di più di tematiche che prima erano tabù. Il rischio è che le visioni su determinate cose siano appiattite da una setting culturale che spinge i più a dire più o meno le cose che tutti pensano, rinunciando ad avere una visione individuale. È così in tv e sui social, anche a causa degli influencer. Se la pensi diversamente e lo dici pubblicamente sei emarginato.