Roseto, premiati a Villa Paris i giovani artisti della ceramica

31 Luglio 2023

Il critico Blanchaert: «Vere e proprie opere concettuali di arte contemporanea» I lavori finalisti del “GxC Next generation” esposti fino al prossimo 31 ottobre 

ROSETO. Sono stati assegnati, nel corso di una affollatissima cerimonia a Villa Paris, a Roseto degli Abruzzi, i premi GxC, Giovani per la ceramica, edizione Next Generation.
Come ha spiegato il presidente della giuria del Premio, il gallerista curatore e critico d’arte di fama internazionale Jean Blanchaert, i riconoscimenti sonno andati a giovani artisti per le loro opere in ceramica, vere e proprie «opere concettuali di arte contemporanea». Tale era la valenza artistica dei lavori presentati, che la giuria ha deciso di assegnare, oltre ai tre premi previsti dal bando, anche tre menzioni d’onore.
Ad Anastasia Benignetti, del liceo artistico Preziotti-Licini di Fermo, autrice di Anagenesi è andato il premio Giancarlo Sciannella della Fondazione Cingoli, come opera dal concept maggiormente innovativo. Un’opera che trova la sua ispirazione nella Sfera grande di Arnaldo Pomodoro, con contaminazioni riferite alle opere di Emilio Vedova e l’applicazione in mosaico, tecnica espressiva particolarmente apprezzata dalla giovane autrice.
Alessandra Vittoria Di Pietro, del liceo artistico F.A. Grue di Castelli, con l’opera Istrice, ritenuta maggiormente aderente all’identità della ceramica di Castelli, si è aggiudicata il premio Serafino Mattucci della Fondazione Tercas. L’opera è una grande olla coperta da centinaia di aculei, ispirata alla maiolicatura arcaica marocchina.
All’opera corale degli allievi del liceo artistico F. A. Grue di Castelli, Leonardo Melara, Arianna Di Pietro, Eleonora Di Buonaventura, Irisia Casolani, Sara Barbieri e Oscar Sebastian Arias Torres, intitolata Raccontati e costituita da sei piatti maiolicati completati con una rete in ceramica, è andato il premio della Cciaa del Gran Sasso d’Italia, quale lavoro caratterizzato per l’utilizzo di nuove tecniche. In maniera particolare, per la realizzazione delle reti, sono state utilizzate stampanti 3D, di ultima generazione, con l’ausilio di software dedicati alla modellazione.
Tre gli attestati d’onore assegnati dalla giuria a testimonianza della qualità e del talento espressivo dei giovani artisti che hanno partecipato al concorso. La menzione d’onore riferita al premio Giancarlo Sciannella è stata assegnata a, Maja Gemma Zaccagnini, studentessa del liceo artistico Nicola da Guardiagrele di Chieti, per l’opera Usare in caso di rabbia, opera in tecnica mista che mostra sei uova non più fresche pronte all’uso, cioè al lancio. . Anna Pagliai, del liceo artistico Adolfo Venturi di Modena, è stata insignita della menzione d’onore relativa al premio Serafino Mattucci per Bianconiglio, un vaso con all’interno un Salvator Dalì, con tanto di papillon rosso, dadi da gioco e coniglio bianco, nel segno del surrealismo e dadaismo da III° millennio. Terza menzione d’onore, quello del Premio Cciaa del Gran Sasso d’Italia, a Irene Gualandi, anche lei del liceo artistico Venturi di Modena, per Nouveau in gold. «Un vaso», ha chiosato il presidente della giuria, «dove la terra cotta brilla come granito al sole».
I componenti della giuria, oltre al presidente Blanchaert, erano: Claudia Casali, direttrice del Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza, Carla Marotta, ex dirigente scolastico del Liceo artistico Grue di Castelli, Linda Kniffitz, archeologa e storica dell’arte, Maria Lucrezia Di Bonaventura della Fondazione Cingoli, Tiziana Di Sante della Fondazione Tercas e Antonella Ballone della Cciaa del Gran Sasso.
Tutte le trenta opere finaliste saranno esposte a Villa Paris di Roseto fino al prossimo 31 ottobre.