Rula ringrazia e ritorna negli Usa La Rai: niente Waters, bastava lei

6 Febbraio 2020

SANREMO. Le parole urgenti, necessarie. La denuncia urticante del sopruso che spunta le armi della polemica preventiva. L'appello alle donne, e agli uomini, contro la brutalità, che frantuma tutti...

SANREMO. Le parole urgenti, necessarie. La denuncia urticante del sopruso che spunta le armi della polemica preventiva. L'appello alle donne, e agli uomini, contro la brutalità, che frantuma tutti gli steccati. L'intervento di Rula Jebreal sul palco dell'Ariston durante la prima serata del Festival di Sanremo buca lo schermo: in onda subito dopo la mezzanotte, viaggia su una media superiore ai 7 milioni di spettatori, arrivando a sfiorare il 60% di share. Lei, Rula, subito ripartita per gli Stati Uniti, ringrazia su Twitter gli autori Rai Sergio Rubino e Giorgio Cappozzo, la collega Selvaggia Lucarelli e Mirella Mastronardi «per aver collaborato alla scrittura del monologo. È stato bello lavorare con voi». Le sue parole hanno emozionato le altre donne del festival, da Laura Chimenti a Emma D'Aquino, che confessa di aver pianto, a Sabrina Salerno. Resta sullo sfondo il caso della mancata messa in onda del videomessaggio di Roger Waters, annunciato dalla stessa Jebreal. Il direttore di Rai1, Stefano Coletta, sgombra il campo dalle ipotesi di uno stop legato a questioni di opportunità politica, viste le posizioni anti-Israele dell'ex Pink Floyd. «Nessuna censura», sottolinea. E rivendica che si è trattato di una scelta «puramente editoriale. Il materiale è arrivato solo domenica a tarda sera. Quando ho visto in scena il monologo, e ve lo dico da autore con una lunga storia televisiva, ho detto che Rula si bastava da sola. Peraltro in tantissime trasmissioni ci sono revisioni di scaletta».
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