«Salviamo la casa di Federico Spoltore nella sua Lanciano»

29 Dicembre 2016

La cognata del grande pittore abruzzese lancia un appello al presidente della Regione. Sgarbi: luogo da salvaguardare

di Valeria Chichi

L'appello di Lia Spadoni Spoltore al presidente della Regione Abruzzo, colpisce e commuove. 101 anni compiuti, oggi, sono l'inimmaginabile traguardo, ma la signora, un tempo pittrice, non si lascia solo festeggiare.

Lia lancia il cuore oltre l'ostacolo e scrive a Luciano D'Alfonso, per tentare di salvare da un progressivo degrado la casa natale del maestro abruzzese Federico Spoltore, classe 1902 e scomparso nell'88, che fu suo cognato.

Oggi, le porte della casa studio di Spoltore nel cuore medievale di Lanciano, sono chiuse al pubblico.

L'umidità che dell'arte se ne infischia, sta lesionando il suggestivo ciclo di affreschi che l'artista realizzò al piano terra e al primo piano, a causa di un danno alla rete idrica.

Un patrimonio, quello dell'arte di Spoltore, che rischia quindi di essere compromesso nell'impotenza della famiglia che non riesce a sostenere questa spesa e nell'indifferenza della politica, almeno fino ad ora.

Questo è il grande dolore di Lia.

«Auspico davvero che la Regione possa sostenere la signora Lia nella tutela dell'opera artistica di Spoltore», dice Vittorio Sgarbi, interpellato sulla vicenda dal Centro.

«Federico Spoltore è un artista visionario di grande interesse», spiega il critico, «la casa natale che conosco bene, è un luogo da salvaguardare, perché è stato conservato dalla famiglia nel suo insieme. Di gusto dannunziano, rappresenta un'epoca e conserva tutte le testimonianze dell'artista».

Federico Spoltore che divise la sua vita artistica tra l'Abruzzo e Roma, raggiunse la fama internazionale come ritrattista di Mussolini, di alcuni membri della casa reale e perfino di Adolf Hitler. Quindi di Einstein e di Truman.

Il ritratto a papa Pio XII che realizzò nel 1947, divenne il ritratto ufficiale del pontefice durante l'Anno Santo del 1950.

Poi, negli anni Sessanta, la svolta. Dopo un viaggio in America per ritrarre il presidente degli Stati Uniti d'America e i personaggi di spicco di Hollywood, Spoltore, stanco della vita mondana e alla ricerca di una dimensione più spirituale, fece ritorno alle sue montagne d'Abruzzo, mise da parte lo stile tradizionale che gli aveva dato il successo e si lanciò nella grande avventura dell'arte astratta non figurativa e simbolica, dando vita alla teoria artistica del centroemotivismo.

E la casa natale di Lanciano è testimonianza di tutto il suo complesso percorso artistico.

Il palazzetto risale al Cinquecento ed è di proprietà degli Spoltore, dichiarato di notevole interesse storico e artistico dal ministero dei Beni culturali nel 1987, è stato riconosciuto dalla Regione Abruzzo Casa Museo nel 2001.

«Purtroppo il Comune non ha i fondi per affrontare l'emergenza, pur essendo convinti del valore culturale e della grande capacità di richiamo turistico di Casa Spoltore», dice accorato Mario Pupillo, sindaco di Lanciano, mentre si appresta a consegnare un mazzo di fiori alla signora Lia per i suoi 101 anni.

«Noi siamo disponibili a coadiuvare la famiglia nell'apertura al pubblico della casa natale, qualora fosse di nuovo possibile. Ma per aggiustare il danno che minaccia gli affreschi, non abbiamo fondi. Ci auguriamo che la Regione, alla quale si è rivolta la signora Lia, possa aiutare a tutelare un patrimonio di tutti gli abruzzesi».

Preoccupata è anche Anna Spoltore, nipote dell'artista. «Nonna Lia dopo la scomparsa dello zio, insieme a papà, ha custodito la casa con rispetto e con amore. Due anni fa abbiamo aperto, nonostante i danni, la casa natale al pubblico per due giorni: sono arrivati più di seicento visitatori. Nonna Lia era felice, perché quando era in vita, zio Fefè, Federico Spoltore, aveva consacrato la sua casa ai puri ideali e ai valori della famiglia e dell'ospitalità».

La parola ora va al presidente della Regione.

©RIPRODUZIONE RISERVATA