San Sebastiano nell’arte e nella poesia

25 Gennaio 2019

A Pescara in mostra i manoscritti dell’opera del Vate e la scultura di Saturnino 

PESCARA. A Parigi, nel maggio 1911, il pubblico del Teatro Chatelet rimase attratto da una messa in scena particolare, coinvolto in un turbine di emozioni e passioni. In scena la prima del Martyrede Saint Sébastien, testo di Gabriele D’Annunzio, musiche di Claude Debussy, scenografie di Léon Bakst, coreografie di Fokine, interprete la bellissima Ida Rubistein che prestò il suo corpo elegante e sinuoso al santo giovinetto. Nell’opera teatrale, tra le più misteriose, rivive il mito della classicità e della cultura orientale, nel testo dannunziano la magia e la seduzione della poesia espressa in un francese aulico con rimandi alla Provenza e all’Alta Savoia.
Il poeta abruzzese era fortemente attratto dalla figura di San Sebastiano, il santo sempre raffigurato bello come un Apollo, ed è giusto così perché proprio dal dio pagano questi eredita poteri di taumaturgo, in special modo contro le epidemie. Lo attesta anche una bella scultura lignea rinascimentale collocata in una delle stanze più riservate del Vittoriale. Il legame che si era stabilito tra il Vate e la figura di San Sebastiano viene ora rappresentato in una mostra a Casa d'Annunzio a Pescara. Accanto al manoscritto autografo di parte del lungo testo e a una lettera di sei pagine indirizzata da D’Annunzio a Ida Rubinstein dall'Hotel Grosvenor House (oggi sede dell'Ambasciata Italiana a Londra) è esposta una stupenda scultura lignea intagliata nel 1517 da Saturnino Gatti; questo capolavoro recentemente restaurato esibisce un corpo armonioso grondante del sangue che fuoriesce dalle ferite, definito con straordinaria eleganza formale. In occasione dell'inaugurazione, oggi alle 18, la magia dell'opera di D’Annunzio sarà resa tangibile dalle letture di Marzio Maria Cimini e Franca Minnucci. La curatrice della mostra, Lucia Arbace, traccerà un excursus della fortuna del santo nel Rinascimento e le novità emerse in occasione del restauro della scultura appartenente alle collezioni del Museo nazionale d'Abruzzo all’Aquila, avvenuto nella forma di cantiere didattico al Castello Piccolomini di Celano. La mostra rimarrà aperta fino al 31 marzo, tutti i giorni 8.30 - 19.30. Ingresso €2.
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