Sanremo, perfetto mix di musica ed emozioni

Amadeus e Fiorello affiatati, Mengoni incanta e diverte. Brillano Mannoia e Bertè, lacrime con la mamma di Giogiò
«Qualcuna la ameremo, qualcuna non ci piacerà, qualcuna la ascolteremo per sempre, qualcuna la impareremo a memoria, qualcuna la canteremo a un concerto. Cominceranno a fare parte delle nostre giornate e non ne potremo fare più a meno. Manca pochissimo e poi nulla sarà più come prima, tra un attimo ascolteremo le nuove 30 canzoni che ci cambieranno la vita, almeno per un po’». Così Marco Mengoni, completo scuro di Armani senza camicia, qualche piccola incertezza, sul palco dell’Ariston.
Amadeus entra in scena in smoking bianco e nero: «Sanremo si ama, io amo questo pubblico, amo questo storico palco, poter dire benvenuti alla 74ª edizione del Festival della canzone italiana», dice. «In questi 5 anni ho finito gli aggettivi per descrivere la gioia di essere qui, dare il via alla gara ma soprattutto a una bellissima festa, un rito collettivo, un party di 5 giorni che farà emozionare l’intero Paese». Scende in platea per salutare la moglie Giovanna e il figlio Josè, poi il maestro Leonardo De Amicis. Sarà una altalena di canzoni, emozioni, cabaret (con Fiorello in grande forma, ma non solo lui), momenti struggenti come quello dedicato a Giovanbattista Cutolo, per tutti Giogiò, il ragazzo ucciso a 24 anni per una banale lite in piazza Plebiscito a Napoli: la commozione contagia visibilmente Amadeus, il pubblico e anche gli orchestrali quando la sua mamma Daniela Di Maggio sale sul palco e il giovane cornista dell'Orchestra Scarlatti Young è in video a suonare accompagnato dall’Orchestra dal vivo : «L'amore è il contrario della morte, e tu» dice mamma Daniela leggendo una lettera al figlio, «stasera vivi attraverso la musica che amavi, tutta l’Italia sta ascoltando il talento e le note del maestro Giovanbattista Cutolo. Mammarella tua non ti dimenticherà mai».
Clara, fasciata in un abito argento, bella ed emozionatissima apre con Diamanti grezzi; quindi ecco Sangiovanni in doppiopetto ampissimo total white, con Finiscimi, e accolta con ovazione e salutata con applausi e cori, Fiorella Mannoia in tubino lungo in pizzo bianco sposa canta Mariposa. Ed è subito sketch.
Per un Sinner che declina un altro campione dello sport che ritorna: dal fondo della platea arriva Zlatan Ibrahimovic, che ha co-condotto Sanremo tre anni fa. In perfetto stile Ibra scherza con il direttore artistico sulla necessità di un ricambio alla guida del festival. «Tu hai 61 anni, io 42 e ho smesso, perché ho ascoltato il mio corpo. Sono qui per proteggerti da te stesso, ti ricordi i casini che hai combinato l’anno scorso?». Poi chiede di poter salire sul balconcino reale che viene inquadrato vuoto: «Ma lì» dice Amadeus «ci è andato Mattarella». «Perché? Quanti gol ha fatto?», la replica. «Anche se non sei primo in campionato, ti ho messo in prima fila», lo becca l’interista Amadeus, «Vado», rintuzza l’attaccante «ma se ti vedo stanco chiamo il cambio, qui fuori c’è la fila di presentatori», avverte.
Creste colorate, casse toraciche argentate in bella vista a pelle sotto la giacca e tatuaggi: il trio La Sad dà una scossa all'Ariston con il brano Autodistruttivo. E a fine esibizione si affronta il tema del suicidio: tre persone salgono sul palco alle spalle del trio, che sostiene Telefono Amico, con cartelli che recitano: “Non siete voi, sono io”, “Non so perché lo faccio”, “Io so solo che non voglio più soffrire”. Poi il cartello viene girato e su tutti la stessa frase: “Non parlarne è 1 suicidio”. Dalla luna sul palco esce Mengoni, strepitoso nella sua Due vite, che ha vinto lo scorso anno, e tutto il teatro si emoziona e lo accompagna in coro. «Ritornare e suonare live in diretta con l’orchestra è troppo, troppo per descriverlo con un aggettivo», commenta l’artista con le lacrime agli occhi. Poi va a togliere la maglia metallica per «rimettere gli abiti da co-conduttore». Il momento del lancio dell’Aristonello, il glass che si è trasferito a Sanremo, e di Viva Rai2! versione festivaliera è l'occasione per Fiorello per srotolare all’ingresso del teatro il mega mantello di 25 metri «Ama pensati libero, è l'ultimo». Una citazione della celebre stola parlante di Chiara Ferragni dello scorso anno (Pensati libera) e un richiamo al tormentone della quinta e ultima edizione consecutiva per il direttore artistico. «Per fare tutta ’sta roba abbiamo usato il budget di una puntata di Bellamà», scherza Fiore, abito e tuba neri, accompagnato dal corpo di ballo e da un’esplosione di stelle filanti. E poi una battuta sulla serata extralarge: «Il Tre (ultimo in scaletta, ndr) è andato a Roma a cenare dalla madre, torna per cantare verso le due». La memoria irrompe all’Ariston con l’omaggio a Toto Cotugno «15 volte a Sanremo e che a Sanremo vivrà per sempre», dice Amadeus dando la parola a un altro “duetto” virtuale con un meedley di brani di Cotugno: la sua voce e l’orchestra. Prima sciatrice all'Ariston ecco Federica Brignone, per promuovere il suo sport in vista delle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026 e a lei l’onore di presentare la regina Loredana Bertè che canta, benissimo, Pazza. E viene giù il teatro. Resta invece a pochi chilometri dal teatro la mucca Ercolina II, simbolo della protesta dei trattori che punta a sfruttare la visibilità del festival per le ragioni del dissenso contro la politica agricola europea. «Porte aperte, non cambio idea», non si stanca di ripetere Amadeus.