Sanremo senza pubblico Amadeus lancia bordate «ma il Festival è della Rai»

Post polemico del conduttore dopo la minaccia di mollare e altolà del servizio pubblico. Chiambretti: si faccia a Roma
«L’ignorante afferma, il colto dubita, il saggio pensa». Questa citazione del filosofo greco Aristotele è stata scelta da Amadeus e dalla moglie Giovanna Civitillo per dare il “buongiorno” a tutti i loro followers, all’indomani delle polemiche sul Festival di Sanremo 2021.
La coppia ha pubblicato sul profilo Instagram che condivide questa frase accompagnata, nelle Storie, da uno screen con la risposta di Palazzo Chigi a una delle Faq riguardanti la presenza del pubblico negli studi tv, il nodo da sciogliere per lo svolgimento della kermesse musicale in programma dal 2 al 6 marzo. Il post del direttore artistico e conduttore del Festival arriva il giorno dopo rispetto al tweet del ministro Franceschini che ha chiuso alla possibilità di pubblico all’Ariston, considerandolo, come è, un teatro, e dunque sottoposto alle norme dell’ultimo Dpcm che chiude teatri e cinema al pubblico, e non uno studio televisivo, come invece sostengono Amadeus e tutta la Rai così spiegando la presenza in platea di figuranti pagati e tamponati, che nel «distinguo» rappresentano soltanto un elemento “coreografico” o comunque strettamente funzionale alla trasmissione». Amadeus si è detto pronto a lasciare il suo incarico al Festival piuttosto che presentare in una sala vuota e ieri la nuova stoccata, spalleggiato nel ritenere «indispensabile» la presenza di un pubblico di figuranti dal «sodale» co-conduttore Fiorello. E Piero Chiambretti ha detto la sua, aggiungendo una proposta che spariglia le carte: «Sono dalla parte dei conduttori, degli organizzatori e del mio amico Fiorello. Devono insistere per avere un pubblico, senza non c’è energia» ha detto al Tg Zero di Radio Capital. «Purtroppo gli artisti vogliono il pubblico come il pubblico vuole gli artisti, e gli spettacoli senza pubblico non sono spettacoli. Mi metto però anche nei panni del ministro Franceschini che deve fare una difesa ad oltranza a 360 gradi di tutti i lavoratori dei teatri». La soluzione per Chiambretti sarebbe «spostare il festival in uno studio di Roma, dove il controllo sarebbe più rigido e sicuro rispetto al caos meraviglioso di Sanremo nel periodo del festival».
«Se la Rai vuole confermare Sanremo, l’invito è a realizzare un festival solidale, attento all’emergenza sanitaria, alla crisi economica che vive il Paese, alle enormi difficoltà che attraversa il mondo della musica e delle produzioni teatrali e culturali»: così il presidente della commissione di Vigilanza Alberto Barachini. «Aspettiamo che l’azienda ci comunichi le modalità con cui intende garantire la sicurezza degli artisti e organizzare la manifestazione». La tensione resta. Il consigliere di amministrazione eletto dai dipendenti, Riccardo Laganà, critica Amadeus e definisce su Facebook «del tutto irrispettoso nei confronti del cda far trapelare ipotesi o presunte minacce di lasciare la conduzione e direzione artistica del Festival proprio durante la riunione consiliare». «Fuori luogo» il comportamento di Ama anche per il consigliere Giampaolo Rossi: «Il festival è della Rai, e la Rai sta cercando di mettere a punto con le autorità competenti un protocollo adeguato».