Sanremo, vince Diodato trionfano Amadeus e Fiorello

9 Febbraio 2020

Lo showman: abbiamo cancellato la politica. La Rai ci ha proposto il bis» E Tiziano Ferro canta e poi si celebra: «A 40 anni non sono sbagliato. Nessuno lo è»

SANREMO. E alla fine la metamorfosi è compiuta. Il bravo presentatore e l'infallibile scaldapubblico, il gaffeur inconsapevole e il badante 2.0, il solito ignoto e il re del karaoke si sono presi il festival. Sanremo incorona nella notte il vincitore Diodato con la canzone “Fai ruumore” ma laurea Amadeus e Fiorello come coppia da show: il gioco di sponda è riuscito, la complicità ha spazzato via le polemiche della vigilia, Ciuri ha contagiato Ama. «I vertici Rai ci hanno proposto di fare il Sanremo bis: la risposta la daremo alla fine di questa puntata, la settimana prossima», annuncia Fiore, all’inizio della serata, ironizzando sulla durata extralarge del festival.
L’apertura è sulle note dell’inno nazionale, perfetto per suggellare un festival che ha unito ancora una volta l’Italia, mantenendosi sempre sopra il 50% di share. Fiorello riparte subito dal caso Bugo-Morgan: «Ieri sera là dietro era peggio di Paura e delirio a Las Vegas, c’era Rita Pavone che giocava a burraco con Dua Lipa, Piero Pelù che struccava Achille Lauro... ». Poi si avvicina a Josè, il figlio di Amadeus in prima fila: «Quando è iniziato il festival aveva 8 anni, oggi ne ha 11». E ai vertici Rai: «Non si può fare così, un festival che dura 600 ore, Sanremo ha fagocitato tutto. Zingaretti, Salvini dove siete? Dove state Sardine, Cinque Stelle? Ho visto Floris che parlava di pensioni con Elettra Lamborghini». Entra Amadeus in versione De Filippi, con tanto di imitazione di “queen Mary”: i due amici ballano e cantano Un mondo d’amore di Gianni Morandi. E mentre «da capo al mondo» arrivano via Twitter i complimenti di Jovanotti, gli ex ragazzi di via Massena, cresciuti a pane e Radio Deejay, salutano il loro mentore Claudio Cecchetto. Per un Ama che diventa performer, un Tiziano Ferro che si rivela monologhista: «La felicità non è un privilegio, è un diritto. A 40 anni», sottolinea a due settimane dal compleanno, «penso non ci sia bisogno di raccontare da che parte sto. La mia storia si scrive da sé. Maniacalmente innamorato delle persone, tutte. Estremista da sempre dalla parte dei deboli. Dio non commette errori. E non credo abbia iniziato il 21 febbraio 1980. Non sono sbagliato. Nessuno lo è. Non accetto speculazioni sul tema. Non provateci nemmeno. Ho 40 anni ormai», scandisce emozionato.
Nel festival del «bacismo», al termine della sua Me ne frego Achille Lauro stampa le labbra su quelle del fidato Boss Doms: il travestimento – altro trend di Sanremo 2020 – della finale è Elisabetta I Tudor, viso incorniciato da decine di perle, parrucca, gorgiera e crinolina. Fiorello accorre per il selfie di rito: «Lui è talmente avanti che è già lunedì». Piero Pelù trascinao il pubblico con Gigante: la sorpresa è lo scippo della borsa a un’elegante signora. Sembra divertirsi nella sua esibizione su No grazie anche il rapper della discordia Junior Cally. A tutto ritmo i Pinguini Tattici Nucleari con Ringo Starr. Francesco Gabbani dedica la sua Viceversa «a tutte le persone deboli», Rita Pavone dà una scossa con Niente (resilienza 74). Amadeus consegna le chiavi dell'Ariston a Mara Venier: la conduttrice di Domenica in scende la scala scalza, imitata poi da Tosca che emoziona ancora con Ho amato tutto. Tornano Diletta Leotta , Sabrina Salerno e Francesca Sofia Novello. Il superospite è Biagio Antonacci con un medley dei suoi successi.
©RIPRODUZIONE RISERVATA