“Santo piacere”, Scifoni dissacrante con gusto alle prese con sesso e fede

ATRI. Il proverbio “scherza coi fanti, ma lascia stare i santi” non vale per Giovanni Scifoni, che su santi, giusti e beati costruisce buffi racconti parodistici, pillole video con cui da tempo...
ATRI. Il proverbio “scherza coi fanti, ma lascia stare i santi” non vale per Giovanni Scifoni, che su santi, giusti e beati costruisce buffi racconti parodistici, pillole video con cui da tempo spopola su YouTube, Fb, Ig.
Storielle acute e ironiche che attualizzano figure come San Francesco e San Valentino, Sant’Agostino e Santa Cecilia avvicinandole a noi, ma senza essere offensivo o addirittura blasfemo, tant’è che l’attore e autore romano è arrivato coi suoi spettacoli su Tv2000, l’emittente controllata dalla Conferenza Episcopale. Un saggio dell’intelligente e dissacrante umorismo del cattolico Scifoni si avrà oggi in teatro ad Atri col suo cavallo di battaglia “Santo piacere (Dio è contento quando godo)”, monologo di cui è autore e interprete, in scena con la danzatrice Anissa Bertacchini. Produzione del 2019 di Officine del Teatro Italiano, regia Vincenzo Incenzo, “Santo Piacere” continua il giro dei teatri italiani registrando il tutto esaurito. Così pure ad Atri, dove l’appuntamento è alle 21 al Comunale, sesta proposta della stagione di prosa diretta da Pino Strabioli per il Comune. Esordi da fumettista, Scifoni è un talento affabulatorio cresciuto in palcoscenico, dopo il diploma all’Accademia D’Amico, accanto a Paolo Poli, Gigi Proietti, Maddalena Crippa, Lorenzo Salveti. Autore di libri e podcast, minivideo (non solo sui santi) e monologhi teatrali, attore di cinema e soprattutto tv, ha interpretato molte fiction, da “Squadra antimafia” a “Don Matteo” a “Fosca Innocenti”, conquistando grande popolarità con “Doc – Nelle tue mani”, la serie record di Rai1 con Luca Argentero, in cui il 46enne attore e commediografo interpreta il neuropsichiatra Enrico Sandri, che nella seconda stagione ha un’imprevedibile e appassionata relazione con la caposala Teresa Maraldi, interpretata dall’attrice teramana Elisa Di Eusanio. Nei 90 minuti del monologo, vincitore del festival Teatri del Sacro, Scifoni riflette su vizi, ragioni e sentimenti, oscillando tra gli estremi sesso-fede, passando da un personaggio all’altro, dal morigerato don Mauro, schiavo di un catechismo improbabile, all’illuminato Rashid, musulmano modernista. Nel monologo si rincorrono tanti personaggi e storie, papi e martiri, santi e filosofi, «scimmioni primitivi e cardinali futuribili, anni Ottanta e Medioevo», cercando di mettere d’accordo piacere e santità.