Scandali da Oscar i migranti di Rosi e Papaleo in mare

Due film in odore di Oscar e due film italiani si scontrano questo fine settimana in sala. "Il caso Spotlight" e "The Danish Girl", e "Onda su onda" e "Fuocoammare". Quest'ultimo è il nuovo...
Due film in odore di Oscar e due film italiani si scontrano questo fine settimana in sala. "Il caso Spotlight" e "The Danish Girl", e "Onda su onda" e "Fuocoammare". Quest'ultimo è il nuovo documentario di Gianfranco Rosi (Leone d'oro per "Sacro G.R.A."), ben accolto alla Berlinale, girato a Lampedusa, dove il regista si è trasferito per un anno e mezzo per raccontare il confine, anche simbolico, dell'Europa, approdo di migliaia di emigranti.
Seguendo il suo metodo di totale immersione, Rosi ha vissuto sull'isola per riuscire a raccontare sia la tragedia dei disperati che arrivano dal mare che la quotidianità dei lampedusani, riassunti nel 12enne Samuele. A far da collegamento tra le due narrazioni parallele la presenza di Pietro Bartolo, il medico che cura isolani e profughi, una voce importante nel film, testimone della tragedia in corso. Filmare la morte all'interno di un barcone il momento più difficile, ha spiegato Rosi a Berlino, ma necessario per rappresentare il nuovo Olocausto di cui l'Europa prende lentamente e con ritardo coscienza. Mentre i lampedusani, popolo di mare, non si sono mai stancati di aiutare gli emigranti. Vanno per mare, con ben altro spirito e storie, anche i protagonisti del nuovo film, terzo da regista, di Rocco Papaleo "Onda su onda" (omaggio nel titolo a Paolo Conte), commedia dolceamara in cui l'attore-autore lucano è affiancato da Alessandro Gassmann. Su una nave in rotta per l'Urugauy l'incontro/scontro tra lo scorbutico cuoco Ruggero (Gassmann) e Gegè (Papaleo), un cantante diretto a Montevideo per un concerto che dovrebbe rilanciare la sua carriera. Nella capitale lo attende Gilda (Luz Cipriota), organizzatrice dell'evento. Ma non tutto va come previsto.
Come sempre nei film di Papaleo ha un ruolo importante la musica, affidata alla sua band, in cui spicca il pianista teramano Arturo Valiante. In sala anche due film attesissimi, illuminati da grandi interpreti e candidati ai premi Oscar in più categorie. "Il caso Spotlight", regia Thomas McCarthy, è la storia del gruppo di giornalisti investigativi del Boston Globe, il team Spotlight, che nel 2002 rivelò lo scandalo degli abusi sessuali sui minori commessi da una settantina di preti dell'arcidiocesi di Boston. Abusi sistematicamente coperti dai vertici del Chiesa cattolica. L'inchiesta, premiata col Pulitzer, vide protagonisti il neodirettore del Globe Marty Baron (Liev Schreiber), il caporedattore Walter "Robby" Robinson (Michael Keaton), i cronisti Sacha Pfeiffer (Rachel McAdams) e Michael Rezendes (Mark Ruffalo), e lo specialista in ricerche informatiche Matt Carroll (Brian d'Arcy James).
Come ricostruisce questo appassionato omaggio al giornalismo d'inchiesta, il team non esitò a mettersi contro un'istituzione potente e ricca come la Chiesa di Boston. Stanley Tucci è Garabedian, l'avvocato delle vittime, mentre Len Cariou è il cardinale Law, trasferito a Roma dopo lo scandalo. Un altro tipo di scandalo, anche questo realmente accaduto, è al centro dell'elegante e toccante "The Danish Girl", che il regista Tom Hooper ("Il discorso del re") e la sceneggiatrice Lucinda Coxon hanno tratto dall'omonimo romanzo di David Ebershoff su Lili Elbe, pioniera transgender, prima persona a sottoporsi a un intervento chirurgico per cambiare sesso. Eddie Redmayne e Alicia Vikander, entrambi bravissimi, interpretano la coppia sposata di artisti Einer Wegener e Gerda Wauda, lui paesaggista lei ritrattista nella Copenhagen anni Venti. Un giorno, per sostituire una modella in ritardo, Gerda chiede a Einer di indossarne gli abiti e posare. Per Einer sarà l'inizio di una lenta e inesorabile presa di coscienza della sua vera identità. Magnifica colonna musicale di Alexandre Desplat.
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