Scenari Europei: il teatro giovane tra musica e video

PESCARA. Pieno di energia come i giovani talenti che propone sul palco e come gli spettatori cui si rivolge, «giovani non anagraficamente, non solo almeno, quanto nella voglia di confrontarsi con il...
PESCARA. Pieno di energia come i giovani talenti che propone sul palco e come gli spettatori cui si rivolge, «giovani non anagraficamente, non solo almeno, quanto nella voglia di confrontarsi con il nuovo, scoprire, conoscere quello che il palcoscenico sa proporre oggi in Italia». Parola di Giulia Basel e Massimo Vellaccio, inarrestabili motori del Florian di Pescara che così hanno introdotto ieri in conferenza stampa, con l’assessore alla Cultura Mariarita Paoni Sacconi, la presentazione di Scenari Europei, un giovane festival, 5ª edizione), dedicato ai giovani e ai molteplici linguaggi dell’arte: teatro, musica, performance, videoarte.
Il Florian Metateatro - Centro di produzione Teatrale in collaborazione con l’associazione Premio Scenario e con il sostegno del Comune di Pescara, porterà sulla scena cittadina i talenti che hanno ammaliato l’importante Premio Nazionale Scenario – nuovi Linguaggi per la ricerca, concorso biennale che capillarmente in tutta la Penisola osserva e seleziona i migliori spettacoli dal vivo, di cui il Florian è tra i primi promotori con Vellaccio membro del Direttivo e dell'Osservatorio Critico del Premio, oltre a gruppi teatrali già di successo, talentuosi musicisti e video artist. Con la direzione artistica di Basel e Vellaccio, «il festival si propone come sguardo oltre i generi e le generazioni, attraverso lo spirito vivo dei giovanissimi talenti che si affacciano sulla scena nazionale», sottolinea Basel. «Il pubblico abruzzese segue ormai con attenzione e passione le giornate festivaliere di settembre e anche quest’anno avrà un programma stimolante e ricco per spaziare tra le arti, da vivere negli spazi del Florian Espace di via Valle Roveto».
Quattro le serate, da domani a domenica 22 settembre, ognuna delle quali vedrà tre eventi: uno spettacolo in prima serata, un intermezzo video o musicale e un secondo spettacolo. A chiudere il consueto incontro con gli artisti, in un dialogo aperto e mai scontato tra le compagnie e il pubblico, a cura di Massimo Vellaccio e Paolo Verlengia, critico e studioso di teatro.
Racconti Americani Si parte domani alle 20.45, con Fare un fuoco da Jack London, della trilogia targata Muta Imago, compagnia teatrale di ricerca che spazia dalla performance all’istallazione, raccogliendo consensi sulle scene di tutta Europa. Al Festival presenteranno, uno per ogni sera (stessa ora), la trilogia Racconti Americani a cura di Riccardo Fazi: oltre a Fare un fuoco, Bartleby da Herman Melville e The River dal racconto Il Nuotatore di John Cheever. Le tre opere letterarie americane sono legate dal tema del conflitto e nella trasposizione teatrale si presentano come esperienze immersive, tra voce narrante, colonna sonora e video. Alle 21.40 si proseguirà con l’intermezzo Videoarte a cura di Giulia Fonzi con i due video Memini di Francesca Leoni – che racconta di una giornata di ripetizioni e di silenzi, ma anche di melodie ed echi lontani – e Il complesso di Giona di Mariano Monea, sulla Pietra di Liso, una formazione granitica della Calabria. Alle 22 lo spettacolo Audizione della compagnia Le ore piccole di Chiara Arrigoni con, tra gli altri, l’attore pescarese Massimo Leone e le musiche originali di Fabio D’Onofrio, anche lui pescarese.
Le periferie Dopo i Muta Imago con Bartleby venerdì il momento Videoarte propone The Left Hand of Darkness, di Sara Bonaventura, che registra in tempo reale la mano sinistra dell’artista muoversi su un foglio bianco, e Abbagli di Salvatore Insana, in cui il regista ci conduce a ritroso per vedere oltre, tra accecamenti e roteazioni della vista. Alle 22 arriverà invece il gruppo pugliese I nuovi scalzi, con lo spettacolo finalista al premio Scenario Periferie 2019: Sammarzano, regia di Ivano Picciallo, che affronta il tema degli invisibili, i lavoratori migranti delle campagne del sud Italia, gli schiavi della raccolta di pomodori (da cui il titolo) per intendersi.
Sabato 21, dopo la conclusione della trilogia dei Muta Imago, ecco l’intermezzo musicale Violoncellando – Barocco vs Moderno con un giovanissimo Eugenio Di Nisio, musicista pescarese, accompagnato da Giovanna Barbati al violoncello nella Sonata op. 2 di Benedetto Marcello e la Sonata in re minore op. 40 di Dmitrii Shostakovic, assieme a Simona Ampolo Rella al pianoforte. Alle 22 in scena un altro finalista dello Scenario 2019: Fog di Francesco Ferrara, della compagnia Mind The Step, storia di adolescenza e tecnologia, dal punto di vista dei giovani autori che riflettono sulla loro generazione.
Il vincitore La serata conclusiva di domenica 22 settembre vedrà un’altra rivelazione del Premio Scenario 2019, Carolina Cametti, con il suo Bob Rapsodhy, performance che ben rappresenta l’inquietudine del mondo d’oggi, dalla fisicità sfrontata e irruente. Lo spettacolo è segnalato speciale Premio Scenario 2019. All’intermezzo canoro Musica da Camera per quattro voci Pop: Daria Marchioli, Francesca Mancini, Chiara Sileno Giorgia Marino. Seguirà il gran finale alle ore 22 con lo spettacolo vincitore del Premio Scenario Periferie 2019, il brillante e ironico Il colloquio di Eduardo Di Pietro del Collettivo Lunazione di Napoli, che ha convinto la giuria del Premio per «l’appassionata ricerca antropologica unita alla visionarietà stralunata».
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