Sei attrici portano in televisione le grandi italiane

5 Ottobre 2020

Da Sarfatti a Chiara Lubich, domani su Rai Storia “Il segno delle donne”, docufiction di Rachele Ferrario

ROMA. Determinate, combattenti, anticonvenzionali, pioniere dell'arte, della politica, dello sport, della religione, capaci di indirizzare la storia e insieme di non rinunciare a se stesse: sono le protagoniste della serie docufiction Il segno delle donne, una coproduzione originale Rai Storia-Anele, presentata da Rai Cultura e in onda su Rai Storia da domani alle 21, dedicata alla vita pubblica e privata di Margherita Sarfatti, Ondina Valla, Adele Faccio, Vera Vergani, Chiara Lubich e Lalla Romano. Sei italiane vissute a cavallo fra '800 e '900, che rivivono nelle interpretazioni di Sonia Bergamasco, Eleonora Giovanardi, Monica Nappo, Matilde Gioli, Anita Zagaria, Pamela Villoresi, intervistate dalla storica e critica d'arte Rachele Ferrario. «Sono donne che hanno lasciato un segno: con la loro vita, il talento e l'indipendenza hanno contribuito in modo decisivo alla nostra cultura. Le raccontiamo con grande fedeltà alle fonti bibliografiche, usando le stesse parole che hanno pronunciato, grazie anche a un formidabile lavoro di squadra con gli autori», spiega Ferrario, autrice del libro “Margherita Sarfatti. La regina dell'arte nell'Italia fascista” (Mondadori). «Tutto mi sarei aspettata, tranne che condurre un programma in cui intervisto sei straordinarie attrici. Sonia Bergamasco si è calata perfettamente nella Sarfatti, consentendomi di completare un'opera iniziata con il libro: trascinarla fuori dal letto di Mussolini per restituirla alla grandezza di critica d'arte che ha contribuito a creare l'estetica durante il fascismo, in un mondo maschile che poi l'ha rinnegata: era ebrea e ha dovuto fuggire dall'Italia per salvare i suoi figli». Eleonora Giovanardi è Ondina Valla, prima donna italiana a vincere una medaglia d'oro alle Olimpiadi, a Berlino nel 1936: «Giovanissima, strinse la mano a Hitler, neanche se ne rese conto». Monica Nappo è Adele Faccio, «una donna con cui tutte siamo in debito, non solo per la sua battaglia per l'aborto, ma anche per aver rivendicato la libertà delle persone di decidere della propria vita». A Matilde Gioli il ruolo dell'attrice teatrale e cinematografica Vera Vergani, tra le più importanti del suo tempo. Anita Zagaria è Chiara Lubich, fondatrice del Movimento dei Focolari. Pamela Villoresi, infine, dà il volto a Lalla Romano, «scrittrice amata da tante generazioni, tra le poche donne a vincere il premio Strega».