Selma, il film sulla marcia di Luther King verso l’Oscar

15 Dicembre 2014

Cinque candidature agli Independent Spirit Awards e 4 ai Golden Globes, tra le quali una per la regia a Ava DuVernay, prima donna cineasta afroamericana ad entrare nella shortlist, hanno proiettato...

Cinque candidature agli Independent Spirit Awards e 4 ai Golden Globes, tra le quali una per la regia a Ava DuVernay, prima donna cineasta afroamericana ad entrare nella shortlist, hanno proiettato fra i film in pole position per le nomination agli Oscar, Selma, il primo biopic per il grande schermo su Martin Luther King (interpretato da David Oyelowo), in uscita limitata negli Usa il 25 dicembre per poi ampliarsi il 9 gennaio, e il 12 febbraio in Italia con Notorious. Il film ha al centro del racconto un capitolo fondamentale della battaglia per diritti civili degli afro-americani: le marce guidate da King nel 1965 da Selma a Montgomery, in Alabama.

Un tema quanto mai attuale viste le tensioni razziali degli ultimi mesi negli Usa, con le proteste a Ferguson e in altre città. «Ferguson è uno specchio del passato», ha detto a The Wrap Ava DuVernay, «e Selma è uno specchio dell'oggi, siamo in un triste distorto continuum. È veramente tempo di guardare in quello specchio». Nel cast, fra gli altri, anche Tom Wilkinson (nei panni del presidente Lyndon Johnson), Carmen Ejogo (interprete della moglie di King, Coretta) Oprah Winfrey (che è anche coproduttrice del film), Tim Roth, Cuba Gooding Jr, Dylan Baker, Martin Sheen e Giovanni Ribisi. La vita di Martin Luther King è piena di capitoli importanti che potrebbero essere film a sè.

Raccontando gli eventi di Selma, lo vediamo in un momento nel quale sta ponendo le basi della sua leadership, strategicamente, come oratore, organizzatore, con riflessi anche sulla sua vita personale. «Era una periodo affascinante», dice la regista (che ha sostituito nel progetto Lee Daniels), premiata al Sundance nel 2012 con la sua opera prima Middle of nowhere. Il film ripercorre i fatti di Selma e ne racconta l'impatto mediatico, che portò ad agosto del 1965 Lyndon Johnson a firmare il Voting Rights Act che garantiva il diritto di voto contro ogni forma di discriminazione razziale, etnica, religiosa e di genere. Le marce, organizzate dai movimenti dei quali King era leader, proprio per far valere questo diritto, furono tre, nel marzo 1965, da una piccola città dell'Alabama, Selma, alla capitale dello Stato, Montgomery.