Servillo & Co «Il nostro caro Lucio in jazz all’Aquila»

L’AQUILA. Peppe Servillo, uno dei più originali interpreti della canzone italiana, torna ad esibirsi all’Aquila con cinque grandi musicisti di jazz, la pianista Rita Marcotulli, il sassofonista...
L’AQUILA. Peppe Servillo, uno dei più originali interpreti della canzone italiana, torna ad esibirsi all’Aquila con cinque grandi musicisti di jazz, la pianista Rita Marcotulli, il sassofonista Javier Girotto, il trombettista Fabrizio Bosso, il contrabbassista Furio di Castri e il percussionista batterista Mattia Barbieri, per affrontare l'universo poetico di Lucio Battisti.
“Pensieri e parole”, questo è il titolo dello spettacolo proposto dalla Società aquilana dei concerti Barattelli con la quale Peppe Servillo e tutti i musicisti hanno un rapporto speciale di lontana e consolidata amicizia. L’appuntamento è per oggi alle 18 al Ridotto del Teatro Comunale Vittorio Antonellini.
«Con gli arrangiamenti del sassofonista argentino Javier Girotto», si legge nelle note di presentazione del concerto, «suo malgrado anche “amico dei tassisti romani”, insieme al genio teatrale di impronta partenopea di Peppe Servillo viene tracciato un nuovo percorso, suggestivo e inaspettato, attraverso venti celebri brani, di Lucio Battisti, da "Il mio canto libero" a ".. e penso a te", fino a “Pensieri e parole”».
«Dopo “Uomini in frac” e “Memorie di Adriano”, dopo un Modugno felice e il Celentano del Clan, abbiamo deciso con “Pensieri e parole” di reinterpretare l'autore più intimo, lirico e personale della canzone italiana, Lucio Battisti», racconta Servillo. «Popolare e sofisticato, italiano e solitario, costruttore e inventore di una canzone che resta intimamente patrimonio di tutti, incrociando sensibilità e pensieri musicali diversi. Cantare nuovamente le sue canzoni, da Mogol a Panella, è la possibilità per noi di rileggere una nostra storia minore e quotidiana che tanto ci suggerisce e commuove».
Il Battisti di questo recital-omaggio è il cantautore simbolo di cui Mario Luzzatto Fegiz scrisse così sul Corriere della Sera in occasione della sua morte il 9 settembre 1998 a soli 55 anni: «Il Battisti-leggenda: capace di dispensare emozioni ineguagliabili, di dar le ali alla poesia per canzone di Mogol, di colorare il nostro grigio quotidiano di fantastiche melodie, di rinnovare la canzone italiana come nessuno seppe fare prima e dopo. Con lui non se ne va solo una caposcuola e un grande artista, ma un pezzo della storia del costume del nostro Paese».
Anche questo spettacolo di grande rilievo e richiamo di pubblico, come purtroppo molti eventi della 72esima stagione in corso, era pensato per essere realizzato nell’Auditorium Florio della scuola della Guardia di finanza, con una disponibilità di posti più adeguata per tale evento. «Ma», spiegano gli organizzatori del concerto, «a causa della persistente indisponibilità, il concerto, in abbonamento, si svolgerà al Ridotto del Teatro Comunale, non riuscendo perciò a soddisfare la numerosa richiesta anche da parte di pubblico fuori L’Aquila, creando un disagio, sia economico che di immagine, per la città intera».
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