Servillo monaco spia football Usa malato e amicizia oltre la vita

Dopo il notevole "Viva la libertà" si ricostituisce il binomio Roberto Andò e Toni Servillo per un nuovo racconto allegorico sul potere, "Le confessioni", sesto lungometraggio del 57enne regista...
Dopo il notevole "Viva la libertà" si ricostituisce il binomio Roberto Andò e Toni Servillo per un nuovo racconto allegorico sul potere, "Le confessioni", sesto lungometraggio del 57enne regista palermitano, da oggi in sala.
In "Viva la libertà" Servillo straripava sdoppiandosi in due gemelli diversi, in "Le confessioni" lavora invece di sottrazione indossando il saio di un silente e pensoso monaco certosino, padre Roberto Salus, inopinatamente invitato a un vertice di ministri economici dei Paesi del G8. Nella cruciale riunione, in un ovattato cinque stelle affacciato sul mar Baltico, saranno prese decisioni segrete e spietate per il destino di alcuni Stati. A presiedere il consesso è il cinico Daniel Roché (Daniel Auteil), direttore dell'Fmi, il Fondo monetario internazionale, che per nascondere all'opinione pubblica il vero scopo della riunione ha invitato a parteciparvi, oltre a padre Salus, un divo rock (Johan Heldenbergh) e una scrittrice di libri per bambini (Connie Nielsen), entrambi straricchi ma solidali coi poveri del mondo. Roché, che ha letto i testi del monaco, chiede al religioso di confessarlo. Il colloquio dura l'intera notte. L'indomani, un evento tragico fa prendere una piega gialla alla vicenda, con sospetti e accuse di tutti contro tutti. Soprattutto contro l'ineffabile Salus. Nei panni degli otto ministri troviamo, tra gli altri, Pierfrancesco Favino, Lambert Wilson, Marie-Josée Croze, Moritz Bleibtreu.
Tra i film in uscita tre parlano, in modo molto diverso, della malattia: "Truman – Un vero amico è per sempre", "Abbraccialo per me", "Zona d'ombra – Una scomoda verità ". Quest'ultimo, diretto da Peter Landesman e interpretato da Will Smith, racconta le scoperte di Bennet Omalu, brillante neuropatologo forense di origine nigeriana, oggi 48enne, che nel 2002 negli Stati Uniti si mise contro la potente Fnl, la Football National League.
Dopo l'autopsia compiuta su Mike Webster, ex stella dei Pittsburgh Steelers morto a 50 anni dopo aver sofferto di demenza, Omalu ipotizzò l'encefalopatia cronica traumatica, malattia degenerativa causata dai colpi ricevuti nel gioco. Una scomoda verità, confermata da altre autopsie di ex campioni, irritante per la Fnl, che cercò di screditare il dottor Omalu e insabbiarne la ricerca. Toccherà il cuore del pubblico "Truman - Un vero amico è per sempre", di Cesc Gay, vincitore di 5 Goya (i David spagnoli).
Due attori molto bravi, l'argentino Ricardo Darín ("Il segreto dei suoi occhi", "Storie pazzesche") e lo spagnolo Javier Cámara ("Parla con lei" e altri film di Almodòvar), danno anima all'amicizia tra Juliàn, attore argentino residente a Madrid, e Tomàs, tornato dal Canada nella sua città per stare vicino all'amico di sempre, malato di tumore, e convincerlo a proseguire la chemio. Ma l'unica preoccupazione di Juliàn è sistemare le cose prima di uscire di scena: andare a trovare il figlio ad Amsterdam, chiudere il teatro, trovare una casa e una famiglia al suo adorato cane Truman.
La malattia mentale è il tema affrontato, con qualche eccesso melò, in "Abbraccialo per me" di Vittorio Sindoni, con Stefania Rocca nel ruolo di una madre, Caterina, che si rifiuta di accettare che l'amatissimo figlio Francesco (Moisé Curia), sia affetto da un grave disturbo mentale. Il legame simbiotico tra madre e figlio destabilizza il rapporto di lei col marito Pietro (Vincenzo Amato). Sarà Tania (Giulia Bertini), sorella minore di Ciccio, a indicare alla madre la giusta via per aiutare il ragazzo. Infine "Codice 999" di John Hillcoat, teso thriller con Kate Winslet, Aaron Paul, Casey Affleck, Chiwetel Ejiofor, Woody Harrelson. Poliziotti corrotti vengono ricattati dalla mafia russa perché compiano una rapina impossibile. Il diversivo è inscenare un 999, codice della polizia che indica "agente a terra".
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