Sesso e inganni con Pirandello in scena all’Aquila

23 Marzo 2018

L’AQUILA. Sesso, inganno e perdono in una commedia per nulla scalfita dal tempo anzi attualissima andrà in scena nel Ridotto del Teatro Comunale dell’Aquila, oggi alle 17.30. Si tratta di “Vestire...

L’AQUILA. Sesso, inganno e perdono in una commedia per nulla scalfita dal tempo anzi attualissima andrà in scena nel Ridotto del Teatro Comunale dell’Aquila, oggi alle 17.30. Si tratta di “Vestire gli ignudi” di Luigi Pirandello, nell’adattamento e con la regia di Gaetano Aronica, con in scena gli attori Andrea Tidona, Gaetano Aronica, Vittoria Faro, Stefano Trizzino, Barbara Capucci e Fabrizio Milano. Lo spettacolo - prodotto dalla Fondazione Teatro Pirandello Valle dei Templi Agrigento - fa parte della stagione di prosa del Tsa (Teatro stabile d’Abruzzo).
Una giovane donna, Ersilia Drei, viene ritrovata in fin di vita in un giardino pubblico. La sua storia, raccontata da un giornalista, sale alla ribalta delle cronache e diventa un caso nazionale, ma le dichiarazioni della donna provocano uno scandalo che pare trasformarsi in un intrigo inestricabile. Chi è questa donna? E chi sono gli altri personaggi di questa storia che sembra uscire dalle pagine dei giornali di oggi o da un format televisivo specializzato in fatti di cronaca?
«Il flusso di coscienza della protagonista», spiega il regista Gaetano Aronica, «è lo specchio deformante che smaschera la vera natura degli altri personaggi, facendone emergere il lato oscuro, a tratti terribile. Durante questo percorso di formazione e trasformazione, Ersilia si scoprirà “donna” in un modo diverso da come si è sempre sentita e assumerà una nuova coscienza di sé. Il testo è attraversato da una violenza sotterranea, da una volontà di sopraffazione che è per i personaggi del dramma, ragione stessa del proprio vivere. Tutti cercano di dissimulare il desiderio di trasgressione con un pietistico sentimentalismo e un buonismo di facciata sotto i quali si nasconde il più spietato egoismo. Vestire gli ignudi è una storia di sesso, potere e visibilità mediatica che sembra scritta ai giorni nostri. Ed è soprattutto la storia di una libertà, di una ribellione ad una società imprigionata nei meccanismi della forma. Il contrasto fra maschile e femminile si incarna in quest’Opera, nelle celebre dicotomia pirandelliana tra Forma e Vita. Gli uomini, ingabbiati nel ruolo sociale, agiscono soltanto per dovere, privi di un mondo affettivo; il freddo, vuoto formalismo impedisce loro la possibilità di un autentico impulso vitale. Ersilia è tutta nel suo moto interiore, nei suoi sentimenti, nella sua capacità di mettersi a nudo».
«Pirandello», aggiunge Aronica, «scrisse “Vestire gli ignudi” nel 1922, mentre “I sei personaggi in cerca d’autore” imperversava con successo sui palcoscenici d’Europa. Ho sempre pensato che il fantasma di quel capolavoro dovesse ancora aleggiare nella mente dello scrittore. Non a caso, Ersilia Drei è considerata a più voci come il settimo personaggio pirandelliano in cerca d’autore, con una differenza: quelli compaiono evocati dalla mente di chi li ha creati; lei arriva direttamente dalla strada».
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