Sesso & politica oggi e domani al Florian di Pescara

21 Novembre 2015

PESCARA. La stagione 2015-2016 del Florian Metateatro, “Teatro d’autore e altri linguaggi”, diretta da Giulia Basel, continua con un appuntamento in programma oggi e domani alle ore 21 al Florian...

PESCARA. La stagione 2015-2016 del Florian Metateatro, “Teatro d’autore e altri linguaggi”, diretta da Giulia Basel, continua con un appuntamento in programma oggi e domani alle ore 21 al Florian Espace di via Valle Roveto a Pescara. Per la rassegna "Corpo di scena", sarà proposto l“Mdlsx”, uno spettacolo della compagnia dei Motus. Domani alle ore 17 per "Sotto la tenda dell'avanguardia" al Florian Espace si terrà Il Teatro dei Motus, un incontro e videoproiezioni con Daniela Nicolò ed Enrico Casagrande.

Lo spettacolo è un racconto di vita e vede in scena l'attrice, danzatrice, narratrice e performer Silvia Calderoni (già vincitrice del Premio Ubu 2009 come migliore attrice under 30, del Marte Award 2013 come migliore attrice, del premio Elisabetta Turroni 2014, e del premio Virginia Reiter 2015 come miglior attrice Italiana under 35) e quest'anno in corsa per il Premio Ubu come migliore attrice proprio per questo spettacolo, che si avvale della regia di Enrico Casagrande e Daniela Nicolò e della drammaturgia Daniela Nicolò e Silvia Calderoni

«L’attrice», si legge nellle note di presentazione dello spettacolo, «racconta la storia di Cal, un ragazzo che diventa Calliope, cioè una ragazza. E lo fa attraverso un djset con cui dimostra notevole familiarità: mescola parole e immagini, punta la telecamera verso se stessa, una cifra stilistica usuale, ma sempre rinnovata nella forma dei Motus. Quando appaiono i video ci si accorge subito che il racconto è autobiografico e Cal è Silvia Calderoni che con grande onestà racconta la sua storia attraverso il suo corpo androgino».

Come sempre negli spettacoli dei Motus il linguaggio teatrale è misto: parola, presenza dell’attore, movimento, musica, filmati. Tutto questo gira perfettamente attorno a Silvia Calderoni, protagonista di un manifesto anche politico sulla ricerca della felicità.

“Mdlsx”, proseguono le note, «è ordigno sonoro, inno solitario alla libertà di divenire, al gender b(l)ending, all’essere altro dai confini del corpo, dal colore della pelle, dalla nazionalità imposta, dalla territorialità forzata, dall’appartenenza a una patria. È verso la fuoriuscita da tutte le categorie – anche artistiche – che “Mdlsx” tende, in un “scandaloso” viaggio teatrale di Silvia Calderoni che – dopo 10 anni con Motus – si avventura in un esperimento dall’apparente formato di dj/vj set».

Lo spettacolo si apre portandolo spettatore negli anni Ottanta, esibendo quasi una carta d’identità dell’immaginario.

«Vien da pensare», concludono le note di presentazione dello spettacolo, «a certi tormentoni sui social quando lacerti di canzonette, jingle pubblicitari, sigle dei cartoni animati giapponesi vengono postati con un misto di fierezza e nostalgia come fossero i mattoni della nostra identità».

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