Sesso, sport e religione I giovani di D’Onofrio in tv

4 Ottobre 2017

Il regista pescarese racconta il suo nuovo ciclo di documentari in onda su Rai2 «In ogni puntata seguo quattro storie parallele di persone tra i 17 e i 32 anni»

Un viaggio in quattro episodi nell’universo giovanile. Dopo il successo del suo documentario “Giovani e ricchi”, il regista pescarese Alberto D’Onofrio è tornato con il suo programma “Giovani e”, in programma ogni mercoledì su Rai2 in seconda serata. Il viaggio documentaristico è iniziato il 27 settembre con una puntata dedicata ai Giovani e Londra. Oggi, dalle 23,30, andrà in onda la seconda puntata, dedicata questa volta al rapporto tra i giovani e la religione. Il programma è prodotto da Alessandra Ugolini per la D.N.A. International.
«La prima puntata, Giovani e Londra, ha avuto ascolti molto alti. Abbiamo raggiunto il 7.50% di share, ascolti superiori alla media di RaiDue in seconda serata, e ne siamo tutti molto contenti», racconta al Centro Alberto D’Onofrio, che è anche conduttore del programma attraverso la sua voce narrante. «Ho girato questo documentario la scorsa primavera ed è stato molto impegnativo. La realtà dei giovani italiani che vivono a Londra è composta da tipologie diverse di persone e di estrazioni sociali e culturali».
Il regista pescarese ha raccontato la vita nella capitale britannica di giovani «con storie completamente diverse: camerieri, studentesse, avvocati, chef, aristocratici e anche un “maggiordomo” siciliano. Il vero sottotesto di questo documentario è “ricchi e poveri a Londra”, perché tutti dicono che Londra sia una città per ricchi o per poveri e che non esista più una via di mezzo».
La seconda puntata verterà sul rapporto dei giovani con la religione. Gli ultimi due documentari saranno, invece, dedicati allo sport e al sesso.
«Dopo il successo del documentario dello scorso anno, “Giovani e ricchi”, con record di ascolti e una polemica mediatica durata due mesi», dice D’Onofrio, «ho pensato che forse continuare a raccontare con lo stesso stile altri “mondi” giovanili, mantenendo come titolo del programma “Giovani e…”. E’ nato così questo nuovo programma composto da quattro diversi documentari. In ogni puntata seguo quattro storie parallele di giovani tra i 17 e i 32 anni. In “Giovani e religione” ho seguito un prete sardo di 24 anni che vive ad Ales, a pochi chilometri da Cagliari. Volevo capire cosa succede quando comunichi ai tuoi genitori, ai tuoi fratelli e ai tuoi migliori amici la tua scelta di vita: “Ho deciso di fare il prete”. Ho seguito, poi, una ragazza musulmana di origini egiziane che vive a Viterbo, le comunità pentecostali di Palermo e Milano e alcuni buddisti romani. In “Giovani e sport” racconto il percorso di quattro atleti italiani: Roberto Gagliardini, calciatore dell’Inter esploso l’anno scorso in serie A dopo anni resi difficili da alcuni infortuni; Filippo Tortu, velocista e talento emergente dei 100 metri piani; Ayomide Folorunso, italo-nigeriana campionessa dei 400 metri ostacoli che ha vinto la medaglia d’oro agli Europei under 23 del 2017 in Polonia, e Ivan Signoriello, un diciassettenne che frequenta la scuola calcio del quartiere di Scampia a Napoli che è riuscito, grazie a questo sport, a tenersi lontano dall’ambiente della criminalità».
Sarà il documentario “Giovani e sesso” a concludere il nuovo viaggio documentaristico di Alberto D'Onofrio. «Ho raccontato la storia di una modella di Peschiera del Garda che ha rinunciato per amore alle sue esperienze di “mistress”, ma anche quella di Diana e Christian, una giovane coppia che mi ha parlato del proprio rapporto con la sessualità. Tra i protagonisti dell’ultima puntata ci sono, poi, una ventiquattrenne che non ha mai avuto né intende avere rapporti sessuali e un ballerino che frequenta app telefoniche per incontri». E’ stata dedicata, invece, alla vita notturna di Ibiza la serie di documentari “Party People Ibiza” firmata dal regista pescarese e trasmessa tre anni fa in seconda serata su RaiDue. Il mondo della notte dell’isola del divertimento, incoronata come uno dei centri nevralgici della movida, raccontata attraverso le storie di chi lo vive.
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