Simeoli in scena ad Avezzano: racconto l’Italia con la musica

16 Dicembre 2021

“Manca solo Mozart” è lo spettacolo dell’allievo di Gigi Proietti: «Ero legato a lui» E narra la storia del suo negozio di famiglia: da Muti a Pino Daniele, venivano tutti

AVEZZANO. Va in scena domani, ore 21, al Castello Orsini Colonna di Avezzano lo spettacolo "Manca solo Mozart" che vede impegnato Marco Simeoli in un testo intimo e inedito che racconta la storia di “Musica Simeoli”, il più antico e famoso negozio musicale di Napoli, aperto dal nonno dell'attore. Uno spettacolo tratto da una storia vera, una storia di famiglia che Simeoli ha consegnato nelle mani di Antonio Grosso. Quest'ultimo ne ha scritto la drammaturgia e firmato la regia, dando vita a un racconto che abbraccia anche le storie di chi quel negozio l’ha frequentato, da Matilde Serao a Riccardo Muti, ancora studente al conservatorio, passando per Roberto Murolo e Renato Carosone fino a Enzo Avitabile e Pino Daniele. Partendo da carte, documenti e spartiti ritrovati alla rinfusa in un negozio apparentemente abbandonato e sospeso nel tempo si ripercorre la storia del nostro Paese. Dai meravigliosi anni della Belle Époque, a quelli bui della Seconda Guerra Mondiale fino alla rinascita e al boom economico degli anni Sessanta. Si arriva al periodo della speculazione edilizia, al colera che mette in ginocchio la città, alla grande illusione degli anni Ottanta segnati in maniera indelebile e meravigliosa da Maradona, Troisi e Pino Daniele. Una sequenza divertente seppur condita da un pizzico di malinconia. «Non sono un figlio d’arte», spiega Simeoli, «o meglio, forse sì. Ma di una delle arti: la musica. Per le mie origini legate al negozio di cui racconto la storia, il più importante a Napoli dagli anni Venti ad oggi. Sito proprio di fronte al glorioso conservatorio San Pietro a Majella, luogo di cultura che ha fatto la storia, e visto la storia passargli davanti. Tutti i più grandi artisti sono entrati lì.. Tutti, o quasi, manca solo Mozart». Che effetto fa portare in scena una storia così vicina al suo vissuto? «Per me rappresenta una grande emozione perché è qualcosa che fa parte del mio vissuto, con figure importanti per la famiglia e per la città, come quella di nonno Salvatore». Come mai ha scelto di affidarla ad un altro professionista? «Antonio Grosso è un bravissimo autore oltre che attore e regista. Io avevo bisogno di qualcuno che avesse il giusto distacco da questa vicenda, ricostruita tra aneddoti, carte e documenti presenti nel negozio e nelle case della nostra famiglia. Con Antonio c'è stata sintonia durante tutte le fasi di produzione dello spettacolo». Lei proviene dalla scuola di Gigi Proietti, scomparso un anno fa, che ricordo ha del maestro? «Ho lavorato con lui molti anni e condiviso tanti progetti. La sua influenza artistica e umana è enorme. Con lui ho girato l'Italia. Lui venne alla prima di questo spettacolo e questo per me è motivo di orgoglio. Che rapporto ha con l’Abruzzo? «Abbiamo portato in scena molti spettacoli e sono felice di continuare a girare questa bella regione». Lo spettacolo"Manca solo Mozart" sarà in scena anche a Chieti a febbraio.