Sipari sul podio, regia di Pilar per “Lucia di Lammermoor”

21 Novembre 2018

CHIETI. «Forse l’opera più importante tra quelle dove il bel canto accompagna un’attenta analisi psicologica di tutti i personaggi. Avevo nove anni quando la vidi per la prima volta a Praga e ne...

CHIETI. «Forse l’opera più importante tra quelle dove il bel canto accompagna un’attenta analisi psicologica di tutti i personaggi. Avevo nove anni quando la vidi per la prima volta a Praga e ne rimasi letteralmente affascinato». Così Tomas Pilar, regista della “Lucia di Lammermoor”, opera lirica in tre atti di Gaetano Donizetti su libretto di Salvadore Cammarano, di scena venerdì prossimo 23 novembre (ore 20.30) al teatro Marrucino di Chieti con replica domenica pomeriggio alle 17,30.
L’opera è proposta in un nuovo allestimento da parte dello stesso Marrucino con scene del Teatro Verdi di Salerno curate da Alfredo Troisi, regia dello spettacolo affidata, appunto, all’artista ceco Tomas Pilar che ha già firmato numerose opere liriche in prestigiosi teatri. Sul podio la bacchetta del maestro Jacopo Sipari da Pescasseroli a dirigere l’Orchestra Sinfonica Abruzzese in collaborazione con l’Orchestra Sinfonica del Conservatorio “Luisa D’Annunzio” di Pescara.
Nell’occasione, dunque, la “Lucia di Lammermoor” rappresentata sul palcoscenico del teatro Marrucino nel lontano 1837, due anni dopo la trionfale prima a Napoli, e poi replicata per ben quindici volte, vanta la presenza di diversi artisti abruzzesi.
Dallo stesso maestro Sipari, uno dei più validi direttori d’orchestra della sua generazione, al Coro del Marrucino preparato e guidato dal maestro Christian Starinieri, baritono di Chieti impegnato in numerose produzioni liriche e sacre, fino a giovani interpreti come il tenore Marco Iezzi, anche lui teatino, nel ruolo del Normanno e il baritono Emilio Marcucci di Fossacesia che interpreterà lord Enrico Ashton.
«Una produzione tutta abruzzese», conferma e sottolinea con orgoglio il presidente del Marrucino Cristiano Sicari, «in grado di valorizzare le professionalità e i talenti formati e coltivati nel territorio grazie anche all’azione del nostro direttore artistico, il maestro Ettore Pellegrino, che ha saputo creare delle sinergie vincenti e tali da portare sul palcoscenico davvero un ottimo cast». A completare il cast di interpreti, Maria Francesca Mazzara (Lucia), Raffaele Abete (sir Edgardo), Stefano Osbat (lord Arturo), Stanislav Chernenkov (Raimondo Bidebent) e Francesca Pierpaoli (Alisa).
«Un’opera meravigliosa e carica da emozioni», osserva il maestro Sipari, «ma quanto mai difficile da interpretare. Davvero molto brava, nel ruolo di Lucia, Maria Francesca Mazzara che, oltre ad una bella voce, propone un’intensa rappresentazione scenica del personaggio. E questo capolavoro di Donizetti, comunque, si presta parecchio a coinvolgere il pubblico, oserei dire con i tempi di una vera e propria fiction».
L’azione della “Lucia di Lammermoor” è ambientata in Scozia alla fine del XVI secolo e vede intrecciarsi i destini dei giovani di due importanti famiglie. Lucia ama, ricambiata, Edgardo di Ravenswood, del quale il fratello, Enrico Ashton, ha ucciso il padre ed usurpato i beni. Enrico, attraverso un inganno, convince la sorella a sposare lord Arturo Bucklaw, ma Edgardo, avvertito, ricompare dopo le nozze accusandola dell’infedeltà. La cosa suscita un grave trauma in Lucia che, durante la notte, uccide lo sposo, impazzisce e muore. Edgardo, che nel frattempo aveva sfidato a duello Enrico, meditando di farsi ammazzare, accorre alla notizia e si pugnala davanti al cadavere di Lucia. Il tutto in un contesto prettamente maschile nel quale le donne sono puntualmente escluse se non per diventare una sorta di oggetto di scambio per alleanze finalizzate a interessi personali e di potere. Ed è proprio la negazione di ogni volontà e dignità femminile ad essere mirabilmente espressa nello straziante turbamento di Lucia.
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