Slow Food sceglie le migliori osterie abruzzesi

Presentata la guida 2015 al mangiare bene a prezzi contenuti: sono 64 i locali segnalati della regione
PESCARA. Coda di rospo alla cacciatora, pallotte cacio e uova, coratella di agnello/torcinelli/marro/mazzarelle e fegatini. Ecco i virtuosismi culinari più entusiasmanti e comunicativi dell'identità abruzzese secondo la tavola di Slow Food. L'edizione del venticinquennale della guida Osterie d'Italia 2015 viaggia nelle tradizioni gastronomiche più autentiche del belpaese per raccontare un modello di osteria con le tovaglie a quadretti made in Italy su cui l'oste-custode del territorio serve senza troppe smancerie la sua cucina unta, vera, avvitata sui prodotti della terra, meglio ancora se del suo orto.
Per l'Abruzzo, da sempre alimentato dall'identità agricola e pastorale specchiata su quella marinara, l'invito al viaggio passa per 64 osterie di mare e di terra, 10 delle quali inserite nello speciale capitolo degli arrosticini.
Dieci le novità in totale. Cinque nuovi ingressi tra le Osterie: Antiche Mura all'Aquila, Osteria dei Sani a Notaresco, Paneolio a Poggio Picenze, Il Borgo dei Fumari a Prata D'Ansidonia, e l'Antico Cantinone della famiglia Pompa a Teramo che però ha chiuso i battenti a poche settimane dall'uscita della guida.
Sono 8 i ristoranti segnalati nella sezione Oltre alle osterie (locali evoluti in proposte gourmet) di cui 2 novità, Mamaròssa ad Avezzano e Spazio a Rivisondoli, e il trasferimento del già chiocciolato Vecchia Marina a Roseto per la qualità della proposta. Cinque le Chiocciole, simbolo dell'eccellenza SF, assegnate a Font'Artana a Picciano, Taverna 58 a Pescara, Zenobi a Colonnella, Taverna de li Caldora a Pacentro, Sapori di campagna a Ofena. Tre nuovi ingressi nella sezione Arrosticini: Macalusa a Civitella Casanova, Torre Antica a Moscufo e Il Signore delle Pecore a Pescara.
Il quadro è completato con le segnalazioni di 40 indirizzi dove acquistare prodotti in linea con la filosofia della guida: buono-pulito-e-giusto. Di dieci la squadra di valutatori-degustatori per Abruzzo e Molise coordinati dal giornalista Massimo Di Cintio, il quale conferma: «L'Abruzzo è in prima fila tra le regioni italiane grazie legame, fortemente identitario, che conserva con le tradizioni e il territorio». I simboli che contraddistinguono i locali restano l'innaffiatoio e l’insalatiera, per indicare rispettivamente le osterie con l’orto e quelle che presentano un’offerta vegetariana, la bottiglia per la qualità della cantina, la forma di cacio per i locali del buon formaggio. Tutto all’insegna del giusto rapporto qualità/prezzo, per una spesa inferiore ai 40 euro.
L'edizione 2015 della guida è stata presentata nella bottaia di Cantina Tollo per rimarcare la comune filosofia di fondo. Il presidente di Slow Food Abruzzo e Molise, Eliodoro D'Orazio, ha plaudito alla ripresa dell'attività della Condotta aquilana di SF e alla nascita della Condotta dei Marsi, animata dall'entusiasmo del vescovo della diocesi di Avezzano.
Jolanda Ferrara
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