Solfrizzi disincantato e furbo in “Sarto per signora” di Feydeau

PESCARA. Inaugurazione di prestigio della 50ª stagione della Società del Teatro e della Musica con un capolavoro del teatro comico francese – mai rappresentato a Pescara – interpretato da uno degli...
PESCARA. Inaugurazione di prestigio della 50ª stagione della Società del Teatro e della Musica con un capolavoro del teatro comico francese – mai rappresentato a Pescara – interpretato da uno degli attori più amati del teatro, cinema e televisione:Emilio Solfrizzi, protagonista dunque stasera alle 21 e domani alle 17 al teatro Circus di “Sarto per signora”, commedia di Georges Feydeau, traduzione, adattamento teatrale e regia di Valerio Binasco, con Viviana Altieri, Anita Bartolucci, Barbara Bedrina, Fabrizio Contri, Cristiano Dessì, Lisa Galantini, Simone Luglio, Elisabetta Mandalari.
Scambi d'identità, sotterfugi, equivoci, amori segreti sono gli elementi base per questo divertente vaudeville. La commedia è ambientata a Parigi e narra del dottor Molineaux, fresco di matrimonio ma dai dubbi comportamenti coniugali. Il protagonista in questione, infatti, avendo un animo libertino, tradisce la moglie con un'avvenente signora, e per poter incontrare la sua amante senza destare sospetti si finge sarto, creando così una serie di esilaranti gag che coinvolgono tutti i protagonisti della piéce. Una comicità amplificata dal virtuosismo tecnico dell'autore, capace di assommare colpi di scena comici ed equivoci con la precisione di un chirurgo. I personaggi dell'opera sono quelli tipici della commedia degli equivoci. E in effetti, in “Sarto per signora” le incomprensioni, casuali e volute, non mancano di certo. Feydeau preparava i suoi testi secondo schemi geometrici in cui le uscite e le entrate, gli incontri impossibili, le false scoperte, i rimandi e le coincidenze, disegnavano figure impeccabili. Il suo gioco di agnizioni, però, i congegni comici, si rivelavano strutture costruite appositamente per riempire il vuoto di valori di una società borghese fondata solo sull'apparenza. La follia catastrofica senza senso rivelava alla fine sulla scena un crollo totale dei valori. L'attualità di questo commediografo francese sta nel fatto che il pubblico di oggi, rivedendo i suoi vaudevilles, non li considera affatto come figli di un'epoca determinata, passata e superata, ma coglie in essi una relazione con il presente e con la società attuale. Nelle sue opere, dove la parabola degli equivoci porta quasi ad un'assurda comicità tragica, vi è la chiave per capire molto teatro contemporaneo, le logiche conseguenze, i contraltari, le appendici deliranti, i commenti, i corollari, in autori fra i più disparati, come Cechov, Wedekind, Beckett, lonesco, e Brecht (in “Nozze piccolo borghesi”).
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