Solos, sette prove d’attore per la serie fanta-psicologica

21 Giugno 2021

Dal 25 giugno su Amazon Prime, gli spiazzanti episodi costruiti su monologhi  Eccezionali interpretazioni di Helen Mirren, Morgan Freeman, Anne Hathaway

ROMA. Solos è un'antologia in sette episodi, disponibile dal 25 giugno su Amazon Prime Video, incentrata sulla ricerca del profondo senso di umanità che alla fine ci unisce tutti, e sui legami e le speranze che esso genera. Amazon mette insieme un cast stellare per una nuova serie tv, profonda e spiazzante che farà interrogare a lungo lo spettatore, qualcosa che porti a strabiliarsi di fronte alla manifestazione di quell'universo immenso che è l'esperienza umana.
David Well, produttore e showrunner, ha avuto il delicato compito di gestire nomi come i premi Oscar Morgan Freeman, Helen Mirren e Anne Hathaway, la vincitrice di un Emmy Uzo Aduba, Dan Stevens (Matthew di Downton Abbey). Si è detto entusiasta del progetto: «Sono molto felice di poter dare vita a “Solos” con un gruppo di artisti che ammiro profondamente. Voglio raccontare storie che parlino di legami, della ricerca di quel comune senso d'umanità che unisce tutti noi».
Una serie antologica che propone un tema comune, quello della riscoperta della profondità dei legami umani. Il tutto attraverso sette storie differenti, le cui linee narrative non si mescolano in alcun caso. Sette episodi della durata di 30 minuti, per otto grandi interpreti, ognuno incentrato su un personaggio che sarà di volta in volta protagonista di un monologo. Ogni episodio, quindi, fonderà la fantascienza con le tipiche dinamiche teatrali, per un prodotto originale che ha suscitato l'interesse e l'adesione di alcuni grandissimi volti del cinema e della serialità.
I nomi dei personaggi sono anche i titoli degli episodi, per cui ecco Anne Hathaway nel ruolo di Leah, una geniale scienziata che ha scoperto i viaggi nel tempo. La storia diventa un copione sull'inutilità dell'ossessione di cambiare ciò che è già accaduto nella vita. Helen Mirren invece è Peg, un'astronauta con una sfavillante tuta rossa in latex, in viaggio verso i più lontani confini dell'universo che ha molto tempo, forse troppo, per chiedersi come sia arrivata fino a quel punto. La scrittura qui si diverte anche a immaginare un futuro in cui gli anziani guarderanno indietro con nostalgia ai social immaginando come prima fosse tutto più facile e distaccato: con il sottofondo di Space Oddity di David Bowie, si naviga nello spazio. Uzo Aduba è Sasha, una donna ormai così abituata alla sua vita da eremita legata alla pandemia, che anni dopo non riesce ad accettare che la minaccia sia finita. Bellissima l'ambientazione.
Anthony Mackie interpreta Tom un uomo a cui rimane poco da vivere, il quale decide di acquistare un controverso nuovo prodotto, un suo clone, che promette di non lasciare sola la sua famiglia quando non ci sarà più, lo vedremo doppio in trenta minuti di incredibile recitazione.
Dan Stevens (Legion) nell'unico episodio con due attori, Stevens interpreta un personaggio che ha loschi motivi per invertire la perdita di memoria di Stuart, ovvero un immenso Morgan Freeman, un uomo che si suppone stia combattendo l'Alzheimer e che potrebbe aver vissuto altre vite oltre alla sua: sembra un nonno seduto su una spiaggia che si gode la vista di un oceano futuristico, mentre la malattia fa il suo corso. Una volta rivelata la vera motivazione di Otto, viene svelata anche la sua identità e potrebbe, forse, essere un ladro di ricordi.
David Well è anche uno dei produttori esecutivi, insieme con Laura Lancaster e Sam Taylor-Johnson. Quest'ultimo si porrà anche dietro la macchina da presa, dirigendo due episodi. Spazio anche ad altri registi di prestigio come Tiffany Johnson e Zach Braff. La serie racconterà attraverso l'esperienza dei singoli il significato profondo del legami umani, attraverso lo spazio ed il tempo e secondo differenti punti di vista, facendo emergere l'unicum dell'esperienza umana tra le situazioni più disparate, nonostante le apparenti differenze e lontananze. Poco conta che i percorsi di vita siano ben differenti. Il genere umano è accomunato da qualcosa di profondo e innegabile, che è lì fin dalla nascita .
©RIPRODUZIONE RISERVATA