«Sono il mito Jimi Hendrix in Spirit of Woodstock»

Ha scelto di vivere a Roseto degli Abruzzi il chitarrista Fulvio Feliciano e dopo tante collaborazioni illustri (da Zucchero a Vasco) ecco il musical più atteso
ROSETO. «Avere la possibilità di parlare, raccontare e suonare la musica di Jimi Hendrix nel mondo è un dono immenso che ho ricevuto da questa vita e mi emoziona fino a farmi piangere ogni volta che lo faccio». Fulvio Feliciano, chitarrista rock romano da sei anni trapiantato a tutti gli effetti a Roseto degli Abruzzi, fino al prossimo mese di marzo sarà nei teatri della Germania per una tournée di 70 date con “Spirit of Woodstock”, musical ideato dalla grande produzione tedesca Reset Production che celebra a mezzo secolo di distanza il leggendario festival svoltosi nel 1969 nel famoso campo della Betel, nello stato americano di New York.
Dal 5 ottobre Feliciano sta calcando i palchi interpretando Jimi Hendrix, accanto a musicisti internazionali che vestono i panni di altre grandi star quali Janis Joplin, Santana e Joe Cocker, protagoniste del festival che più di ogni altro ha influenzato la storia della musica ed ha accomunato un’intera generazione. «Il pubblico che troviamo è veramente entusiasmante, sempre numeroso», racconta Feliciano, «viaggiamo a una media di 600 persone a data». A Gera la band ha suonato in un teatro da mille posti, con l’età media dei presenti piuttosto alta, essendo presenti dei “reduci” di Woodstock ’69: un particolare che alla vigilia preoccupava il musicista, sposato con la cantante rosetana Luigina Leli e padre di una bambina: «Apro il concerto con l’inno tedesco, poi quello italiano ed infine quello americano in stile hendrixiano, con suoni di mitragliatrice e di bombe, proprio come lo suonò lui a Woodstock», spiega Feliciano, «ed ero spaventato dalla reazione di un pubblico cosi “datato”, ma alla fine del mio show tutto il teatro si è alzato in piedi, non mi faceva andare via».
Un amore quello per il più grande chitarrista di tutti i tempi che caratterizza fin dagli inizi la carriera musicale di Feliciano, che vanta decine di collaborazioni con musicisti del calibro di Cheryl Nickerson (corista di Ray Charles), Rick Latham (batterista con BB King), Eric Daniel (sassofonista per Zucchero e Joe Coker) o Stef Burns (chitarrista di Vasco Rossi). Ma quando è nata la passione che ha influenzato più di ogni altra il suo amore per la chitarra? «Nella mia famiglia la musica non è mai mancata. Mio nonno era un chitarrista e mio padre suonava sia la chitarra che le tastiere», ricorda l’artista nato a Roma. «Mi è stata regalata la prima chitarra quando avevo 7 anni ma è a 13 che ho iniziato davvero ad amarla, grazie al mito di una lontana parentela con José Feliciano. A 16 anni però durante una puntata di Roxy Bar di Red Ronnie, rimasi folgorato da Jimi Hendrix e da allora non passa giorno senza ascoltare, leggere o suonare qualcosa che lo riguardi».
Una passione che diverso tempo dopo l’ha portato a conoscere il fratello di Jimi, Leon Hendrix: «Ci siamo conosciuti nel novembre 2010. Lui era in tour con Randy Hansen, a mio parere il migliore omaggio vivente a Jimi, ed io con i Twin Dragons», ricorda Fulvio. «L’anno successivo eravamo già in tour assieme. Ora l’accoppiata Leon Hendrix/Feliçiano Band è consolidata, con la quarta tournée in corso». Feliciano infatti, a fianco a quello del musical, sta portando avanti un ulteriore progetto chiamato “In name of Jimi”, condividendolo proprio col fratello minore del genio musicale di Seattle. Lo scorso settembre si sono esibiti per alcune serate anche in provincia di Teramo, per la gioia di tanti appassionati abruzzesi che non hanno perso l’occasione per scambiare due chiacchiere o scattare una foto col consanguineo del loro grande mito.
Leon presto dovrebbe tornare dalle nostre parti, come conferma l’amico Fulvio: «Tra dicembre e i primi di gennaio, durante la pausa del mio tourin Germania, tornerà per registrare con il mio trio e fare qualche data in Italia», conferma, precisando come bolla in pentola un grande progetto che dovrebbe partire a breve. «Ora stiamo lavorando ai 50 anni della dipartita di Jimi Hendrix da questo pianeta, che ricorrerà il prossimo 18 settembre», confessa il musicista che a gennaio compirà 39 anni, «per l’occasione faremo un grande tour da primavera a settembre 2020 e ci saranno bellissime sorprese, ma è ancora presto per svelarle. Inoltre quando tornerò in Italia inaugurerò una mia scuola di musica a Roseto».
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