Sorrentino gira a Roccaraso la Grande bellezza abruzzese

Il regista premio Oscar realizza il nuovo spot della Campari sull’Aremogna Poi se ne va in giro per Sulmona a caccia di luoghi per un nuovo film
ROCCARASO. Dalla Grande bellezza di Roma che gli ha portato onore e gloria oltre all’Oscar di miglior film straniero, alla Grande bellezza del luogo dove ha trascorso le sue vacanze di gioventù. Un sottile filo affettivo lega le due esperienze di Paolo Sorrentino, uno dei registi più importanti del panorama cinematografico italiano e internazionale: quella della gioventù e quella del successo. Non è stata, quindi, una scelta casuale, quella del regista napoletano, di girare il nuovo spot della Campari a Roccaraso, in una delle zone più belle e suggestive dell’Abruzzo. Le riprese, però, si sono svolte in tutta segretezza, tanto che ne è stata data notizia solo quando Sorrentino e la sua troupe avevano già portato via cavalletti e macchine da presa. A immortalarlo ci sono riusciti solo alcuni sulmonesi che lo hanno incrociato e fotografato lungo Corso Ovidio e negli angoli più suggestivi del centro storico della città che il regista sembra abbia voluto visitare come possibile set di una sua prossima produzione cinematografica.
Niente immagini, invece, a Roccaraso anche se la conferma della presenza in paese del regista napoletano arriva dallo stesso sindaco Francesco Di Donato. «La decisione del Premio Oscar, Paolo Sorrentino, di girare il nuovo spot pubblicitario della Campari all’Aremogna, vicino al rifugio Heidi, rappresenta uno strumento formidabile per esaltare la “Grande bellezza” di Roccaraso», ha detto Di Donato, confermando che l’area di Valle Fredda è stata, nei giorni scorsi, lo scenario delle riprese del nuovo spot della Campari che porta la firma di Sorrentino. «Immagini», ha aggiunto Di Donato, «che faranno il giro del mondo e che, sono certo, valorizzeranno in chiave turistica il nostro straordinario patrimonio ambientale. Tutti sanno che la storia di Paolo Sorrentino è legata a Roccaraso e con questa scelta ha ulteriormente confermato l’amore per il nostro territorio». Il sindaco ha poi confermato di essere pronto a riceverlo in Comune e ad ascoltare i suoi consigli. «Sappiamo benissimo che la trazione della nostra economia è il turismo. Valorizzare la nostra immagine con le indicazioni di un regista di spessore internazionale come Sorrentino potrebbe farci soltanto crescere. Noi siamo pronti a collaborare, lo aspettiamo».
L’Abruzzo, le sue città, i suoi paesaggi mozzafiato e le sue montagne sono state, in questi anni, lo scenario di numerose produzioni cinematografiche con la realizzazione di film di successo che hanno fatto anche la storia del cinema italiano. Basti ricordare il film di Mario Monicelli "Parenti serpenti" girato a Sulmona nel 1992 e più recentemente, nel 2010, “The American” il film del regista Anton Corbijn con George Clooney e gli attori italiani Violante Placido, Paolo Bonacelli e Filippo Timi. Il film fu girato anche a Castel del Monte, Castelvecchio Calvisio, Castelluccio e Calascio. Ancora Sulmona e il suo centro storico sono stati, nel 2012, lo scenario del film tv prodotto da Sky Italia, “Un Natale con i fiocchi”, interpretato tra gli altri da Alessandro Gassmann, Silvio Orlando e Valentina Lodovini. Ha scelto invece Anversa degli Abruzzi, nel 2014, il regista Riccardo Milani per girare la pellicola “Scusate se esisto” con Paola Cortellesi, Raoul Bova e Marco Bocci. E poi le montagne abruzzesi con il Gran Sasso e i paesi che circondano la piana di Campo Imperatore sono stati lo splendido scenario di altri film. Come non ricordare “Ladyhawke” del regista Richard Donner, uscito nel 1985 con un cast che comprendeva Rutger Hauer, Michelle Pfeiffer e Matthew Broderick. Le riprese del film iniziarono nel 1983; e ancora oggi sono oggetto di culto gli splendidi voli del falco (in realtà una poiana codarossa) sul cielo dello splendido castello di Rocca Calascio. Parte del film fu girato anche nel castello dell'Aquila e nel doppiaggio italiano la città diventò Aguillon, in modo da assumere richiami francofoni e, al tempo stesso, per evitare diretti riferimenti nel film al capoluogo abruzzese.
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