Spazi del respiro, Pietracamela ispira Moroni

La mostra dell’artista teramano di levatura internazionale riapre Palazzo Dionisi e illumina i luoghi della memoria del paese
PIETRACAMELA. «Quando si sale per Pietracamela, dopo vari tornanti, all’improvviso appare tutta la magnificenza del versante sino alla vetta e allora una grande quantità di sensazioni mi avvolge e ho l’impressione di ascendere l’Olimpo». L’artista, architetto e designer teramano Mariano Moroni, nome di levatura internazionale, non poteva descrivere meglio la sensazione di chi si avvicina al pittoresco paese teramano (nel Club dei Borghi più belli d’Italia) sulle pendici del Corno Piccolo del Gran Sasso, punto di partenza di bellissime escursioni, immerso in una natura rigogliosa di boschi, ma purtroppo danneggiato nel nucleo abitativo storico dai terremoti e spopolato.
Acquista perciò un ulteriore valore di voglia di rinascita del paese e rigenerazione attraverso l'arte la mostra di pittura, scultura e grafica “Spazi del respiro”, nata dall’incontro di Moroni con le suggestioni suggeritegli da Pietracamela e in particolare da palazzo Dionisi, dove ha ambientato l’esposizione. Riaperto per l’occasione, l’edificio risalente al Cinque-Seicento diede i natali allo scienziato Antonio Dionisi (1866-1931), docente di anatomia patologica alla Sapienza, autore di ricerche fondamentali sulla trasmissione della malaria.
Per Moroni il palazzo è stato una folgorazione: «Le suggestive volte dei bassi locali del magazzino, tutt’uno con le robuste mura, sono uno spazio autonomo della memoria, un organismo intimo e affascinante». Da qui l’ispirazione di dare nuovo senso al luogo con l’intervento artistico. L’allestimento, come suggerisce il titolo “Spazi del respiro” e come Moroni stesso ha spiegato nella presentazione di ieri in Provincia, a Teramo, «segue il respiro del luogo, ne asseconda forme, luce, ombre, atmosfere, sensazioni. Le opere esposte, alcune dipinte nei mesi del confinamento, altre site-specific, sono un’interpretazione della quotidianità in veste autobiografica con i riflessi del momento storico che stiamo vivendo». «La mostra è parte di un progetto più ampio, felice intuizione dell’architetto Moroni, col recupero e valorizzazione di quello che per noi pretaroli sono i luoghi dell’anima, memoria del passato» ha aggiunto Michele Petraccia, sindaco di Pietracamela, «Palazzo Dionisi è proprietà del Comune e affidato al Parco, ed è destinatario di un progetto di recupero finanziato». La mostra, promossa da Comune e Pro loco, sarà aperta fino al 23 agosto, orario 10-13 e 16-20.
Oltre alla mostra, attratto dall’unicità di Pietracamela e del paesaggio, Mariano Moroni ha progettato un prezioso intervento di illuminazione artistica di alcuni punti del paese: in particolare del fiume, della grande roccia che incombe sul paese e gli dà nome, delle cateratte a valle. È inoltre intervenuto nel recupero di quella che per i pretaroli è la Passeggiata della Memoria, da Porta Fontana al vecchio mulino, chiusa dal 2009. La vegetazione autoctona ha un che di arcaico e col ripristino del sentiero sono stati riscoperti veri e propri monumenti naturali. Mariano Moroni, attivo dai primi anni Settanta, conduce ricerche multidisciplinari legate alla rappresentazione della quotidianità attraverso gli oggetti della produzione industriale, integrando pittura, scultura, industrial design, architettura. Ha esposto in sedi prestigiose in Italia (Palazzo Triennale e Brera a Milano, Museo Ara Pacis a Roma, 54ª Biennale di Venezia), Europa, Usa.