«Sto da solo con Batgirl mia prima super eroina Le donne, che mistero»

6 Aprile 2020

Nome di punta del fumetto italiano e internazionale il disegnatore teramano lavora a casa: «Mi aiuta la creatività»

TERAMO. Captain America, Batman, Spider-Man, Flash, Magneto, Daredevil e gli altri protagonisti degli universi supereroici Marvel e DC Comics sono stati disegnati dalla sua impareggiabile matita nella casa-studio di Teramo. Così tanti altri personaggi illustrati dal suo talento, come Dylan Dog, o creati dalla sua fantasia, come Oudeis, nella graphic novel che rilegge in chiave contemporanea il mito di Ulisse.
Nome di punta del fumetto italiano e internazionale, il teramano Carmine Di Giandomenico continua a lavorare da casa per le grandi etichette delle nuvole di carta. Lo smart working lo pratica da ben prima dell’emergemza Covid-19. Anche se quella che è stata una scelta ora può a volte pesare. Specie se si deve stare lontano dagli affetti più cari. «Sto bene ma sono in quarantena per via della situazione creatasi nel reparto di Oncologia dell’ospedale di Teramo (due medici e 14 infermieri positivi, ndr), che ho frequentato nei giorni scorsi in visita a un familiare», spiega il disegnatore.
«Come la vivo? La quarantena non mi pesa troppo perché lavorare a casa è la prerogativa del mio lavoro da anni. Certo, ero abituato a lavorare al tavolo da disegno anche 12 ore filate, ma poi avevo quei cinque minuti di stacco, per fare due passi, prendere un caffè in compagnia. Anche con consegne urgenti potevo comunque affacciarmi al balcone e vedere e sentire la vita, i rumori del quotidiano. Ora, invece, ci sono momenti vuoti in cui non hai nemmeno quei segnali».
Cosa manca di più?
Tanti aspetti della quotidianità, soprattutto il contatto con gli affetti ora limitato alle videochiamate, che sono sì una boccata di ossigeno ma inizia a mancare il contatto fisico.
L’isolamento si riverbera sulla creatività?
Ci sono percezioni e sviluppi diversi. Sono come sdoppiato, un po’ Jekyll e Hyde… La mattina mi sveglio ottimista, mi alzo pronto alla battuta, ma la sera solitudine e buio si fanno pesanti, i rumori si appiattiscono ancora di più. Ma proprio la creatività ti aiuta a superare questi momenti.
A cosa lavora?
Ho consegnato l’ultimo numero di Batgirl. Il lavoro non mi è mancato. Gli americani della DC Comics sono stati carini, appena hanno saputo della situazione in Italia si sono attivati, con un’email mi hanno chiesto come stavo, com’era la situazione qui. È stato toccante, hanno dimostrato molta attenzione. Certo, ora sono spaventati anche negli Stati Uniti. Noi siamo più fortunati col nostro servizio sanitario pubblico, là se ti ammali ti lasciano per strada.
È stato sempre molto presente sui social network, pubblicando tavole e brevi video su Facebook e Instagram. Ora propone un tutorial per disegnare l’Uomo Ragno.
Gli artisti del fumetto ce la stanno mettendo tutta, dal più famoso all’esordiente, chi pubblica una tavola, chi disegna live. Sto pubblicando una lezione on line per disegnare un Uomo Ragno che salta. Realizzarlo può essere un modo diverso di passare il tempo, si può magari accendere una divertente sfida tra genitori e figli. Ho ricevuto disegni da Roma, Milano, Napoli, allievi di scuole del fumetto ma anche bambini. Mi ha emozionato vedere che tanti bambini hanno disegnato Spider Man».
Partecipa a iniziative con altri autori?
Insieme a una sessantina tra disegnatori e sceneggiatori partecipo al progetto #COmeVIteDistanti, di Arf!, che a Roma organizza ogni anno l’Arf estival. È un racconto collettivo che coinvolge ogni giorno un grosso nome del fumetto italiano (ci sono anche Gipi, Zerocalcare e il premio Oscar Sara Pichelli, ndr). Gli autori donano le proprie tavole, realizzando una storia ora pubblicata sui social e poi in un volume, che sarà stampato gratuitamente da PressUp e che ha già tantissime richieste in pre-ordine (www.arfestival.it/covid). Il ricavato va all’Istituto Spallanzani.
Da qualche giorno è in edicola l’albo di Dylan Dog “L’ombra dell’aldilà”, con la sua copertina.
È una delle cinque copertine che ho disegnato per le nuove ristampe di storie di Dylan Dog già editate, una collana che usciva con la Gazzetta dello Sport.
Altre sue uscite?
A breve il cofanetto “Walking Dead”, fumetto poi diventato serie tv, con una mia copertina. Lo pubblica Saldapress, stessa casa del mio Oudeis. Io e gli altri tre disegnatori ci siamo ispirati per le copertine a personaggi della storia e cultura italiane. Ho disegnato il protagonista Rick come Marco Aurelio a cavallo.
Con Batgirl per la prima volta disegna una super eroina. Che effetto fa confrontarsi con la dimensione femminile?
Sì, è la prima donna nella mia galleria di supereroi, a parte una comparsata di Wonder Woman in una storia non sua. Di Batgirl ho disegnato i numeri 45 e 46. Mi sono divertito perché la sceneggiatrice Cecil Castellucci è stata bravissima a costruire il personaggio ed esprimere le sue emozioni di donna. Mi ha fatto entrare un pochino nel mondo femminile. È stato come passare una porta dimensionale. Le donne non le capirò mai, però ho scoperto la scrittura femminile, più efficace secondo me di quella maschile, anche grazie a Paola Barbato, autrice del remake del “Lungo addio” di Dylan Dog da me disegnato.
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