Storia e arte per raccontare la vita della biblioteca Dèlfico

9 Dicembre 2014

TERAMO. Tanti teramani hanno accompagnato giovedì scorso l’inaugurazione nella biblioteca provinciale Melchiorre Dèlfico della doppia mostra che conclude un anno denso di celebrazioni per il...

TERAMO. Tanti teramani hanno accompagnato giovedì scorso l’inaugurazione nella biblioteca provinciale Melchiorre Dèlfico della doppia mostra che conclude un anno denso di celebrazioni per il bicentenario della gloriosa raccolta, maggiore istituzione culturale teramana, principale biblioteca abruzzese e tra le più importanti del centro-sud.

Folla e affetto, a rimarcare, come sottolineato dal direttore della Dèlfico Luigi Ponziani, il legame della città con la biblioteca e il suo ruolo culturale e civile, legame tradotto nell’arco di 200 anni in tante donazioni, dal lascito di Melchiorre Dèlfico alle donazioni Palma, Muzii, fino all’ultima di Alberto Aiardi: libri, opere d’arte, arredi. Per completare i festeggiamenti del bicentenario di questo scrigno di incunaboli, cinquecentine, codici miniati e volumi manoscritti, e centinaia di migliaia di libri, periodici, riviste, film, e ancora quadri, sculture, monete, e altri preziosità, sono allestite fino al 31 gennaio nella corte la mostra storico-documentaria "La Dèlfico in due secoli di storia. Documenti immagini opere d'arte" e l’esposizione di 10 artisti teramani che interpretano la biblioteca: Maurizio Anselmi, Fausto Cheng, Armando Di Antonio, Carmine Di Giandomenico, Paolo Di Giosia, Marco Divitini, Giampiero Marcocci, Marino Melarangelo, Gianluca Pisciaroli, Beniamino Procaccini. Passato presente e futuro, sposati anche nel catalogo realizzato da Ricerche&Redazioni di Giacinto Damiani e Barbara Marramà, curato da Luigi Ponziani, Nadia Di Luzio, Silvana Di Silvestre, Dimitri Bosi.

La parte storico-documentaria, cronologica e tematica, riepiloga in 14 sezioni la storia della biblioteca attraverso antichi libri, quadri, foto, lettere, atti notarili e altri materiali: la nascita come raccolta scolastica e la trasformazione in biblioteca pubblica, condizione posta da Dèlfico nel lascito del 1826; la presenza dei padri barnabiti (dal 1849 al 1861); i difficili anni post-unitari; l’acquisizione nel 1866 delle biblioteche claustrali teramane, oltre 7mila pezzi provenienti da monasteri e conventi benedettini, cappuccini, domenicani, carmelitani; i luoghi, dall’antica sede di San Matteo su corso San Giorgio al liceo-ginnasio di piazza Dante, all’attuale sede nel palazzo dei conti Dèlfico; il passaggio nel 1949 alla Provincia (che dismetterà tra le sue funzioni la cultura e, con essa, la biblioteca); i bibliotecari che indirizzarono la storia dell’istituzione, figure come Berardo Mezucelli (dal 1876 al 1884) e Luigi Savorini (1903-1937). Qualche mese prima della doppia mostra è stato pubblicato il volume di Luigi Ponziani “La Dèlfico nei decenni preunitari. Alle origini delle biblioteche in Abruzzo” (Ricerche & Redazioni), che approfondisce come origini e sviluppo della biblioteca teramana siano stati strettamente legati alla principale istituzione scolastica cittadina, il Real Collegio.

Nata nel 1814, quando con l’inaugurazione della scuola superiore furono attuati i decreti murattiani del 1807-1813, la biblioteca rimase per i primi 12 anni semplice libreria scolastica. Il volume dello storico Ponziani costituisce dunque l’indispensabile approfondimento per cogliere nella sua interezza la storia della Dèlfico. Di particolare interesse oltre al saggio introduttivo i documenti pubblicati in appendice, presenti anche nella mostra. Come la lettera del giurista e filosofo Melchiorre Dèlfico del 4 aprile 1826 ai canonici Giulio Quartaroli e Giacobbe Monti, rettore e vice rettore del Real Convitto di Teramo, con la donazione della propria collezione di 250 volumi di classici italiani e latini e molti libri di storia e di filologia, «i quali contribuiscono a quella solida erudizione che ci fa conoscere i fatti le idee e i costumi degli antichi, ossia di coloro che ci precederono nel corso delle Umane cose».

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