Storie familiari e storia d’Italia nell’opera di Pier Vittorio Buffa

È uscito per Piemme il secondo romanzo del giornalista ex direttore del Centro Un racconto di guerra, coraggio e dignità visto attraverso le vicende delle donne
PESCARA. Ci sono libri che riescono a intrecciare in modo delicato ed armonioso le storie piccole degli uomini, delle donne e dei luoghi alla Storia con la “S” maiuscola. Autori che, partendo dalle narrazioni e dai miti del proprio vissuto familiare, riescono a restare in equilibrio tra una realtà emozionale e personale e quella che invece è condivisa e appartiene a tutti noi.
È quello che fa nel suo secondo romanzo Pier Vittorio Buffa, giornalista per molti anni del Gruppo Espresso che è stato anche direttore del Centro. Nel libro La casa dell’uva fragola, con una scrittura asciutta e puntuale, Buffa condivide la propria storia familiare, scegliendo di raccontarla dal punto di vista femminile, attraverso le vicende di donne di altri tempi, dai nomi che le fanno immaginare con braccia forti e maniere spicce. Sono Ernesta, Francesca, Ezechiella, Pia, Cencia, colonne di una famiglia le cui vicende si accavallano tra le guerre d’Indipendenza, la Seconda guerra mondiale e il fascismo, in un luogo che si chiamerà poi Castello Cabiaglio, in provincia di Varese. Tempi di prove dure, di uomini in guerra, di donne che aspettano davanti alla porta in attesa di notizie, quasi temendo che arrivino davvero. Sono le donne, appunto, le vere protagoniste di questa storia, che poi è la storia dei Buffa, e prima di loro dei Porrani, degli Zanzi, dei De Maria.
Tutto avviene dentro e intorno a quella Casa dell’uva fragola, che prende il nome dalla piantina messa a dimora da nonna Ernesta prima dell’Unità d’Italia e da cui nasce una dolcissima marmellata da tramandare per generazioni. La casa, quelle mura, sono testimoni di tutto, della storia delle donne e della storia dei luoghi e questo dipinto matriarcale si dipana sul grande sfondo del Novecento, diventando specchio di una Italia che combatte, si libera, si unisce, scopre il fascismo e di nuovo combatte. E nella guerra, nelle guerre, il libro si ricollega idealmente al primo romanzo di Buffa, quell’Ufficialmente dispersi, pubblicato nel 1995 e recentemente rimandato in libreria, sempre per Piemme.