Strabioli-Signor Bonaventura «Celebro l’eleganza di Tofano»

L’attore porta in scena il classico personaggio dei fumetti domani ad Atri «Questo spettacolo è una passeggiata fra i personaggi folli e stralunati di Sto»
ATRI. Un tributo a una figura centrale nella storia dello spettacolo, Sergio Tofano (1886-1973), attore brillante, illustratore, autore, regista, pittore. Indimenticabile interprete del Signor Bonaventura, mitico personaggio, che ha tenuto compagnia a intere generazioni sulle pagine del Corriere dei Piccoli e poi la voglia di far tornare indietro nel tempo e far divertire, in maniera raffinata ed elegante grandi e piccoli: queste le ragioni che hanno spinto l’attore e regista Pino Strabioli a curare e interpretare lo spettacolo “Cavoli a Merenda” in scena, domani alle 17, nel Teatro Comunale di Atri, per la stagione di prosa da lui diretta. Una prima nazionale di cui Strabioli parla in questa intervista al Centro.
Cavoli a Merenda è un omaggio a Sergio Tofano, cos’ha significato per lei questo personaggio?
Questo spettacolo nasce dalla voglia di scavare nella memoria, nel patrimonio di quel Novecento che abbiamo tanto amato. Tofano è una figura fondamentale nella storia culturale di questo paese. Resta nei ricordi delle generazioni che sono cresciute leggendo il Corriere dei Piccoli, nella memoria degli attori che ha formato all’Accademia d’arte drammatica di Roma. Mi sembrava doveroso raccontarlo al pubblico. Paolo Poli mi parlava spesso dell’acutezza, dell’eleganza, del genio del mitico “Sto”. Mi regalò un cofanetto delle sue opere e così, più di vent’anni fa, misi in scena una serata. Oggi con la complicità di Veronica Olmi, Andrea Calabretta e Dario Benedetti, torno a raccontarlo in una nuova versione. Ombre, burattini, marionette, figure e musica dal vivo. Una passeggiata nella sua scrittura, fra i personaggi folli e stralunati delle sue novelle. Un omaggio al mitico bassotto colore del risotto e all’intramontabile signor Bonaventura.
Sarà solo sulla scena?
Con me ci sarà Dario Benedetti alla chitarra e Andrea Calabretta che si occupa di burattini, oggetti e ombre.
Per la prima volta ad Atri ci sarà uno spettacolo della stagione di prosa in pomeridiana, come mai questa scelta?
Ho insistito molto per questo. Intanto il teatro al pomeriggio è bellissimo e poi per attrarre anche un pubblico giovane. Quando hanno modo di frequentare il teatro se ne innamorano. Lo spettacolo è perfetto per le famiglie: è bello vedere bimbi di 8, 10 anni, ragazzi e adulti insieme per scoprire o ricordare un personaggio che ha ancora tanto da insegnare.
Cosa insegna Tofano ancora oggi?
L’eleganza, il buon gusto, la raffinatezza, affronta l’infanzia maltrattata, la giustizia, la salute, ma tutto con delicatezza. E poi lo stile, molto alto. Un Italiano che si è perduto.
Lei è direttore artistico del Teatro di Atri, una sorta di isola felice, qual è la sua idea dello stato di salute del teatro in Italia oggi?
I piccoli teatri hanno un bel riscontro se curati e se seguiti con scelte giuste e varie. Atri è un’isola felice anche per gli attori. Molte compagnie mi chiedono di andarci e dopo gli spettacoli i riscontri sono sempre positivi. Monica Guerritore, Paola Minaccioni, ad esempio, mi hanno dimostrato gratitudine per essere stati lì. L’accoglienza e il calore del pubblico fanno la differenza. Ad Atri siamo passati da 60 paganti al tutto esaurito. Non posso non ringraziare l’assessore alla Cultura, Domenico Felicione, per la fiducia. Riusciamo a lavorare molto bene insieme.
Lei in televisione ha dedicato molte trasmissioni al teatro. Il piccolo schermo riesce a avvicinare a questo mondo?
Parlarne in televisione è fondamentale, io ho cercato sempre di farlo. La tv trascura il teatro e il servizio pubblico deve parlarne. Ultimamente mi sono occupato di Sanremo in tv, ma anche in questo caso metto al centro le varie professionalità, in qualche modo, inserisco sempre il teatro.
A proposito di musica, che ruolo ha nel suo spettacolo?
Le musiche sono originali, di Enrico Biciocchi. La prima novella che porto in scena è Checco povero checco che parla proprio di musica.
Ad Atri c’è anche un laboratorio teatrale per i giovani: cosa consiglia a quanti vogliono tentare questa strada?
Lo studio. Se si comprende di avere questa passione e di avere talento lo si deve coltivare in una scuola seria, con l’impegno e il sacrificio. Serve anche fortuna, ma senza salde basi non si arriva da nessuna parte.
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