“Strade”, in scena 6 spettacoli sui nostri giorni

Sul palco del Nobelperlapace di San Demetrio storie di vecchiaia, migrazione e anche di Pertini tra leggerezza e dramma
SAN DEMETRIO. La scommessa è importante considerate difficoltà e incertezze del momento. Così come è altrettanto importante lanciare proattivamente un segnale a sostegno delle proprie iniziative e del proprio lavoro.
Su questi basi la quattordicesima edizione di “Strade”, la rassegna simbolo di teatro allo Spazio Nobelperlapace del paese aquilano di San Demetrio ne’ Vestini, in programma da gennaio a marzo. I sei spettacoli proposti al pubblico introducono storie di vita attuali e paradigmatiche che raccontano il nostro Paese e le nostre esistenze, riflessioni ora intime, ora spietate, ora ironiche, con un occhio sempre aperto sul passato e sulla storia, maestra di vita.
Un teatro di voci e individui che si offrono come specchio di ciascuno di noi restituendo esperienze di vita comune con la magia che solo il teatro sa offrire. Tutti gli spettacoli si terranno la domenica pomeriggio alle 18. In sala sarà previsto, oltre al rispetto di tutte le norme per la sicurezza degli spettatori (accesso con Green pass rafforzato, misurazione della temperatura e mascherine Ffp2 che, se necessario, sono reperibili in teatro), un distanziamento maggiore di quello richiesto dalla normativa, con un limite autoimposto di circa il 50 per cento di capienza della sala.
Si parte domenica 15 gennaio con “Giovinezza obbligatoria”, uno spettacolo di Andrea Lupo, coprodotto da Arti e Spettacolo con la compagnia torinese Tedacà e con la compagnia Teatro delle Temperie di Bologna. Un testo che nasce prima della pandemia e che, a causa della situazione sanitaria, arriva in Abruzzo dopo i successi di Bologna e Torino. Lo spettacolo alza il velo sulla vecchiaia e la racconta, non senza leggerezza e sarcasmo, in una affascinante scenografia che con le sue trasparenze e i suoi giochi di riflessi riproduce la costante esposizione di ciascuno di noi agli occhi altrui nella doppia dimensione della realtà fisica e di quella virtuale. Lo spettacolo, diretto da Simone Schinocca, che vede sul palco Tiziana Irti, oltre allo stesso Lupo, si propone di trovare il modo di raccontarla senza troppi fronzoli e con un po’ di leggerezza.
Il secondo appuntamento, in programma domenica 22 gennaio è “Sindrome Italia. O delle Vite sospese” di Tiziana Francesca Vaccaro. Lo spettacolo offre uno spaccato della vita di una donna strappata alla sua terra e ai suoi figli per un lavoro in un Paese straniero, in cui si prende cura di persone estranee così come lei è ora estranea a se stessa. Dall'Italia alla Romania, passando per Palermo e Milano, “Sindrome Italia” è il racconto, basato su esperienze reali, di un ritorno, delle cicatrici della migrazione, di una femminilità in lotta, è la storia di una e insieme moltissime donne, le nostre “badanti”.
Ancora la memoria e il racconto di vita tessono la drammaturgia del terzo appuntamento in programma domenica 6 febbraio: “Boccascena ovvero le conseguenze dell’amor teatrale”, della compagnia Tiresia Banti di César Brie e Antonio Attisani. Un “gioco teatrale” in cui un vecchio attore e un vecchio studioso del teatro, nei panni dell’iconica coppia del Gatto e la Volpe di collodiana memoria, dialogano e, giocando, costruiscono un canovaccio teatrale in cui raccontano la propria storia e l’eterno desiderio di vita. Torna di nuovo una eco del Pinocchio di Collodi in “Soffi”, 20 febbraio: una favola contemporanea di Giacomo Vallozza. Un racconto di complesse dinamiche familiari in una relazione figlio – genitori. Il 6 marzo sarà la volta di “Il Settennato – gli anni di Pertini al Quirinale” di Antonio Tucci e Alessandro Blasioli. Un omaggio alla memoria di Sandro Pertini, figura centrale della vita politica e sociale. Chiuderanno la rassegna, il 20 marzo, i Trejolie con il loro “Illogical Show – il peggio del meglio”, uno spettacolo fresco e dinamico in cui i pezzi di repertorio più conosciuti si alternano a nuovi esilaranti sketch.