Strane famiglie l’Italia multietnica e il ritorno di Oz

8 Dicembre 2016

di Anna Fusaro Premio del pubblico alla festa del cinema di Roma, premio miglior regia a Cannes nella sezione Un certain regard, è arrivato ieri nelle sale italiane "Captain Fantastic", dolceamara...

di Anna Fusaro

Premio del pubblico alla festa del cinema di Roma, premio miglior regia a Cannes nella sezione Un certain regard, è arrivato ieri nelle sale italiane "Captain Fantastic", dolceamara commedia indie di Matt Ross interpretata da Viggo Mortensen e un sestetto di giovanissimi attori. Loro sono i figli di Ben Cash (Mortensen) e sua moglie Leslie (Trin Miller), coppia neo-hippie che ha cresciuto ed educato la prole lontano da consumismo e omologazione della città, nelle foreste del Nord America. I ragazzi, tra i cinque e i diciassette anni, sanno cacciare, procurarsi il cibo, coltivare la terra, ma sanno anche suonare, hanno studiato letteratura, fisica, la costituzione americana, le lingue straniere; hanno allenato il corpo e la mente per diventare liberi pensatori, «re filosofi» come dice papà Ben, col quale i ragazzi festeggiano, anziché il Natale, il compleanno del linguista e filosofo anarchico Noam Chomsky. Questa utopia con echi di Thoreau e Rousseau è destinata tuttavia a infrangersi contro un avvenimento tragico, che costringerà Ben e i figli ad affrontare il mondo esterno, con effetti imprevedibili.

Una famiglia, non così eccentrica ma di certo isterica, è al centro di "È solo la fine del mondo" dell'enfant prodige canadese Xavier Dolan, 27 anni e già sei film, tra cui lo straordinario "Mommy", e molti premi alle spalle. Questo dramma da camera, Gran premio speciale della giuria a Cannes e film candidato dal Canada agli Oscar 2017, è interpretato da un bel cast francese: Marion Cotillard, Léa Seydoux, Vincent Cassel, Nathalie Baye, Gaspard Ulliel. Tratto da una pièce del 1990 di Jean-Luc Lagarce (morto 38enne di Aids nel 1995), il film di Dolan racconta il ritorno a casa dopo anni del giovane scrittore di successo Louis (Ulliel) solo per annunciare che morirà presto. Ma i familiari sono talmente presi da se stessi e dai rispettivi e reciproci rancori e nevrosi da non dar modo al tormentato Louis di fare la sua rivelazione.

Risate con Claudio Bisio, Alessandro Gassmann e Angela Finocchiaro nella commedia di Luca Miniero "Non c'è più religione" sull'Italia a natalità zero e multietnica. In un'isola mediterranea (riprese alle isole Tremiti) il sindaco Cecco (Bisio) per rilanciare il turismo vuol far riallestire il presepe vivente: ma l'ultimo nato ha ormai fatto lo sviluppo ed è pure sovrappeso. Sicché si cerca aiuto nelle comunità islamica e buddista, con l'aiuto di Bilal, italiano convertito all'Islam (Gassmann), e di suor Marta (Finocchiaro). Ne verrà fuori un presepe un po’ tarocco, un po’ multiconfessionale, con un lama al posto del bue, un Gesù Bambino musulmano e una Madonna buddista.

Dall'11 dicembre, torna in sala un nuovo prestigioso restauro della Cineteca di Bologna e del suo laboratorio L'Immagine Ritrovata, "Il mago di Oz" (1939), interpretato dall'allora giovanissima Judy Garland. Il capolavoro senza tempo di Victor Fleming, girato in uno sgargiante Technicolor, sarà distribuito sia in 2D che nella versione 3D.

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