Stupro, chiesta l’archiviazione per il premio Oscar Paul Haggis

BRINDISI. Non reggono le accuse di violenza sessuale e lesioni formulate nei confronti del regista e premio Oscar per “Crash” Paul Haggis, da una 30enne inglese aspirante consulente cinematografica...
BRINDISI. Non reggono le accuse di violenza sessuale e lesioni formulate nei confronti del regista e premio Oscar per “Crash” Paul Haggis, da una 30enne inglese aspirante consulente cinematografica che circa due anni fa denunciò di essere stata abusata ripetutamente da lui per giorni in un albergo di Ostuni. Ne è convinta la procura di Brindisi che ha chiesto al gip l’archiviazione dell’indagine a due anni da quando, con clamore mediatico pari alla sua fama mondiale, il 19 giugno 2022 Haggis venne arrestato e messo ai domiciliari nella cittadina pugliese dove giorni dopo avrebbe dovuto partecipare a una rassegna cinematografica, l’Allora Fest di cui era anche promotore. Dopo lo choc per la notizia e nel pieno della bufera mediatica, le direttrici del festival espressero solidarietà alla donna coinvolta nella vicenda, confermarono l’evento, ma cancellarono la partecipazione di Haggis da qualsiasi manifestazione legata al festival. Haggis già in passato era stato coinvolto in vicende analoghe e lo scorso novembre è stato condannato a New York a risarcire per 10 milioni di dollari una donna che lo aveva accusato di averla stuprata nel 2013. Il regista 70enne si era lamentato di non avere i soldi per pagare il risarcimento perché le sue «finanze sono state decimate dall’azione legale» e aveva annunciato ricorso. «Non posso vivere con menzogne come queste» aveva detto. «Morirò per rifarmi una reputazione». La giovane che lo ha accusato a Ostuni fu trovata di notte in stato confusionale all’aeroporto di Brindisi. Alla polizia di frontiera e alla squadra mobile raccontò di avere soggiornato in un B&b di Ostuni con il regista e riferì di ripetuti e violenti rapporti sessuali avuti per tre giorni consecutivi. Poi raccontò di essere stata lasciata sola in aeroporto. Per l’aspirante consulente cinematografica fu adottato anche il Codice rosa per le vittime di violenza sessuale dal personale dell'ospedale Perrino di Brindisi. Per Haggis, invece, il 19 giugno vennero disposti i domiciliari, revocati a distanza di 16 giorni. Nelle due settimane ci fu un lungo incidente probatorio: la donna confermò l’accusa e il regista la respinse, definendo i loro rapporto consensuale. Il regista portò a conferma della sua versione anche alcuni messaggi che la donna gli aveva inviato, dai toni gentili al termine del loro soggiorno. Circostanze che convinsero il gip a revocare i domiciliari il 4 luglio del 2022. Nel luglio scorso la procura ottenne una proroga di sei mesi per le indagini. Anche gli elementi acquisiti in questi mesi, però, non avrebbero aggiunto nulla di nuovo.