Subire, perdonare, scappare? In sala “Il diritto di scegliere” donne in fuga dal patriarcato

8 Marzo 2023

“Women talking - Il diritto di scegliere” di Sarah Polley è un titolo che rispetta, quasi didascalicamente, il film in corsa per due Oscar (film e sceneggiatura non originale). Si tratta infatti di...

“Women talking - Il diritto di scegliere” di Sarah Polley è un titolo che rispetta, quasi didascalicamente, il film in corsa per due Oscar (film e sceneggiatura non originale). Si tratta infatti di un simposio al femminile che si svolge in un fienile nel nulla dell’America rurale. Qui un gruppo di donne appartenenti a una comunità religiosa deve scegliere: restare senza fare nulla, restare e combattere o fuggire.
Combattere cosa e fuggire da che? Nel libro omonimo di Miriam Toews, cui è ispirato il film, c’è la risposta: racconta infatti le esperienze nel 2000 delle donne di una colonia mennonita boliviana che venivano regolarmente narcotizzate e stuprate nel sonno dagli uomini della comunità (zii, fratelli, cugini, vicini). Al risveglio queste donne si ritrovavano doloranti e sanguinanti e credevano fosse il frutto dell’immaginazione o qualcosa di demoniaco. E questo fino a quando prendono coscienza della realtà e, nel fienile, riconoscono la realtà delle aggressioni e immaginano cosa fare.
Unico loro problema: la fede che gli imporrebbe il perdono, perdonare quegli uomini della loro comunità che hanno sbagliato. L’idea del film, in sala da oggi, è del premio Oscar Frances McDormand, che è anche tra le protagoniste. Nel cast del film, che se si attarda anche troppo nella dialettica ma ha il merito di descrivere con intelligenza le tante anime femminili, anche Claire Foy nei panni di Salome, madre di una bambina stuprata. Insieme a loro Rooney Mara, Jessie Buckley e Ben Whishaw. «Ho immaginato questo film nel regno di una favola, volevo sentire in ogni fotogramma il potenziale infinito e le possibilità contenute in una conversazione su come rifare un mondo distrutto», dice la regista canadese Sarah Polley. «Nonostante il retroscena dietro gli eventi di Women Talking sia violento, il film non lo è affatto. Non vediamo mai la violenza che le donne hanno subito, ma solo scorci delle conseguenze», spiega ancora. L’obiettivo, per Polley, ex bambina prodigio in produzioni come Le avventure del Barone di Munchausen di Terry Gilliam, era appunto solo dare una risposta alle domande del romanzo e come ricostruire sulle rovine di un mondo distrutto. Una curiosità dal set. La Polley non solo meditava ogni mattina e faceva i suoi esercizi spirituali, ma chiedeva anche alla troupe suggerimenti sulle scene e quanto il film che giravano li stesse influenzando emotivamente.