Sul palco al museo “Sutor” chiude la trilogia “Destino e destinazioni”

28 Ottobre 2018

PESCARA. Una giornata dentro la vita, apparentemente normale, di due fratelli calzolai, spiati nella loro intima solitudine mentre costruiscono e riparano scarpe: strumenti di percorsi e passaggi di...

PESCARA. Una giornata dentro la vita, apparentemente normale, di due fratelli calzolai, spiati nella loro intima solitudine mentre costruiscono e riparano scarpe: strumenti di percorsi e passaggi di quell’umanità in cui hanno scelto di stare ai margini. Da tempo le corone del loro ingranaggio, quello che li collegava al moto perpetuo dell’esistenza, si è consumato e non gira più in sincrono. Dalla fissità delle loro postazioni, chini sulle forme e sugli attrezzi, tagliano, cuciono, battono, limano: pelli, tacchi, suole ma anche visioni, dubbi, certezze sulla vita e i suoi misteri. Attraverso ricordi, schermaglie e teorie sempliciotte e sgangherate, cercano ossessivamente di sagomare le proprie convinzioni, tra loro molto distanti, dentro gli sghembi profili che umano e divino hanno disegnato nel tempo, mentre da lontano lentamente riaffiora l’origine di quel tormento che ha immobilizzato le loro orme ma che ora, finalmente insieme, troveranno la forza di affrontare.
È la trama di “Sutor”, spettacolo di Vincenzo Mambella, con lo stesso Mambella e Edoardo Oliva che cura anche la regia, che chiude la trilogia “Destino e destinazioni” iniziata con “Caprò” e proseguita con “Gyneceo”. I greci dicevano “istemi”, stare, essere fermi, “destinarsi” come “prepararsi” Se in “Caprò” l’ineluttabilità del destino si compiva nella destinazione e in “Gyneceo” era il ritorno dalla destinazione a rivelare il destino, in “Sutor” è il movimento immobile verso la destinazione a dare forma e sostanza al destino.
La pièce va inscena oggi alle ore 18 al Bagno Borbonico – Museo delle Genti d’Abruzzo di Pescara (via delle Caserme, 24, biglietto comprensivo d’ingresso al Museo €10, prenotazioni – max 45 posti – al :3336530249 o con messaggio sulla pagina Facebook del Museo o all’indirizzo mail info@teatroimmediato.it).