Take Five, il ritorno dei Soliti ignoti ad Alternativa cinema

TERAMO. Il gangster movie partenopeo “Take Five” apre oggi la programmazione di febbraio di Alternativa Cinema, rassegna d'essai della multisala Smeraldo a Teramo giunta alla 26ª annata. Secondo...
TERAMO. Il gangster movie partenopeo “Take Five” apre oggi la programmazione di febbraio di Alternativa Cinema, rassegna d'essai della multisala Smeraldo a Teramo giunta alla 26ª annata.
Secondo film di Guido Lombardi dopo “Là Bas - Educazione criminale”, “Take Five” si ispira apertamente a “I soliti ignoti” di Mario Monicelli nella sgangherata composizione della banda che tenta il colpo grosso. Il titolo del film è preso a prestito da un pezzo jazz di Dave Brubeck del 1959, famoso per il tempo irregolare. Come irregolari del crimine sono i cinque che compongono la gang, interpretati da attori che nella finzione hanno trasportato i lori nomi e, quasi tutti, le loro esperienze. Scenario Napoli, tra piazza Dante, i quartieri spagnoli e l'antico acquedotto costruito dai Savoia. La rocambolesca rapina al caveau di una banca ha origine quando Carmine (Carmine Paternoster), idraulico col vizio del gioco, indebitato con la mala, chiamato da un istituto di credito a riparare una perdita fognaria ha l'idea di utilizzare il sistema idraulico sotterraneo della città per arrivare al deposito. Gaetano (Gaetano Di Vaio), ricettatore già carcerato, sposa l'idea e mette assieme una squadra, una “paranza” come dicono a Napoli, che comprende: Sasà (Salvatore Striano), fotografo di matrimoni reduce da infarto, ex scassinatore; il nipote di Gaetano, Ruocco (Salvatore Ruocco), pugile radiato; 'O Sciomèn (Peppe Lanzetta, istrionico autore-attore teatrale), gangster uscito di galera fragile e depresso e in panico gay. Ma il colpo non va come previsto.
La rassegna, curata dalla giornalista Anna Fusaro, proseguirà il 9 febbraio con il pluripremiato film della regista venezuelana Mariana Rondòn “Pelo malo”, storia di emarginazione sociale ambientata in quartiere popolare di Caracas, protagonista la diversità di un vivace ragazzino di 9 anni determinato a domare i suoi capelli ricci (il pelo malo, appunto) per somigliare a un cantante e magari attirare l'attenzione materna.
Il 16 febbraio è la volta del folgorante “Mommy”, quinto lungometraggio (e primo distribuito in Italia) del talento Xavier Dolan, 25enne canadese, vincitore con questo film del Premio della giuria a Cannes 2014. Come in “Pelo malo” ancora un rapporto conflittuale figlio-madre, ma esasperato, eccessivo e furioso come l'adolescente Steve. Storia fuori schema, così come il formato dell'inquadratura, in luogo del tradizionale 4:3 un 1:1 che concentra lo sguardo sui personaggi.
Il 23 febbraio è in programma un classico del cinema di denuncia, “Le mani sulla città” di Francesco Rosi, nel 1963 Leone d'oro a Venezia, pellicola interpretata da un trittico di grandi attori, Rod Steiger, Salvo Randone, Guido Alberti, e illuminata dalla fotografia in un contrastato bianco e nero del teramano Gianni Di Venanzo. Il capolavoro di Rosi viene proposto nella versione restaurata dalla Cineteca di Bologna.
Spettacoli ore 18 e 21.30, ingresso 5 euro, info: 0861 415778.
Lillino Mastrodicasa
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