Tamaro: noi divorati dal tempo in un mondo che ama la morte

9 Novembre 2016

La scrittrice presenterà il suo nuovo romanzo il 12 novembre a Pescara «Oggi ci infiammiamo per le cose che vediamo su internet senza informarci»

di Rosa Anna Buonomo

È una favola delicata il nuovo romanzo di Susanna Tamaro. La scrittrice triestina sarà tra i grandi protagonisti del #FLA 2016, il Festival delle Letterature del'Adriatico. Per la prima volta a Pescara, la Tamaro presenterà il suo nuovo lavoro, “La tigre e l'acrobata”, al Teatro Circus. L'appuntamento è fissato per sabato 12 novembre alle ore 17 (ingresso gratuito). Nel suo nuovo romanzo, pubblicato da La nave di Teseo, la scrittrice sceglie di parlare non solo ai piccoli ma anche agli adulti, attraverso gli animali. Gli animali che diventano portatori di vizi e di virtù umane, fin dalle favole esopiche, in cui l'uomo può riconoscersi e scoprire qualcosa di sé, in un percorso di crescita.

Susanna Tamaro parla del suo nuovo romanzo e del mestiere di scrittore in questa intervista al Centro .

Il romanzo racconta il viaggio di formazione di una tigre che si rifiuta di obbedire al suo destino. Un animale curioso, che si fa tante domande. L'uomo oggi, invece, non se ne fa più molte. Quanto siamo assopiti dalla società che ci circonda?

Molto, purtroppo. Un po' di tempo fa mi è arrivato sul cellulare il messaggio di una pubblicità che diceva: “Ti diamo le risposte prima ancora che tu ti faccia le domande”. E' il paradigma di questo tempo. Non siamo più abituati a farci domande, ma a una società che ci dà risposte preconfezionate. E questo è un grande rischio.

Nel suo cammino la tigre fa incontri importanti, come quello con lo sciamano, da cui imparerà che «il tempo è come il frutto della noce avvolto dal guscio che rappresenta l'Eterno». Cos'è per lei il tempo e quanto ne sprechiamo?

Una delle grandi emergenze contemporanee è proprio questa modificazione del nostro rapporto con il tempo. C'è stata un'accelerata impressionante. Io sono nata negli anni '50, un mondo più “ottocentesco”. Oggi gran parte del nostro tempo è assorbito dall'elettronica, dalle macchine. In autobus, quando andavo a scuola, leggevo i classici russi. Oggi si guarda lo smartphone, dipendiamo dalla tecnologia, siamo incalzati dai messaggi a cui dobbiamo rispondere. Siamo divorati dal tempo e stressatissimi per la sua mancanza. Tante malattie autoimmuni sono la protesta del corpo che non rispetta il suo tempo fisiologico.

La tigre si trova a scontrarsi, a un certo punto del suo viaggio, con la cattiveria dell'uomo. Catturata e venduta a un circo, incontrerà l'acrobata. Cosa rappresenta?

L'acrobata vola nell'aria, verso un mondo che non conosciamo. Rappresenta la leggerezza, la parte misteriosa della vita. La possibilità che si può uscire dalle gabbie se si accetta di fare un viaggio interiore.

Mamma Tigre esorta la piccola tigre a evitare l'uomo. L'essere umano viene definito nel libro come «il principio della disarmonia». Una frase che fa molto riflettere...

Ero in viaggio alle Galapagos, anni fa, quando ho pensato a questa frase. Isole primordiali in cui vedi le meraviglie della natura. Veramente l'uomo porta un elemento di alterazione nel mondo naturale. Gli animali seguono un percorso lineare, che è sempre il loro. L'uomo ha una grande intelligenza; è in grado di modificare l'ambiente, ma il suo egoismo rompe l'equilibrio naturale.

“Va' dove ti porta il cuore” è stato un best seller da oltre 16 milioni di copie. Quanto si sente legata a questo romanzo, grazie al quale ha aperto anche una fondazione a suo nome che ha curato diverse iniziative solidali?

È stato un libro che mi ha folgorata in vari modi. Non mi aspettavo potesse avere tutto questo successo. Mi ha dato grandissime emozioni, grande ricchezza. È stato letto in tutto il mondo e si può dire che ha cambiato la vita di persone in tutto il mondo. Tante persone mi hanno scritto e ringraziato e questa, per me, è una gioia immensa. Sono molto legata a questa storia. È un libro che accompagna tutta la vita, che si rilegge, che ha qualcosa da dare a qualsiasi età si legga. Ho aperto la Fondazione nel 2000. Con questo libro avevo guadagnato molti soldi e io non sono molto appassionata del culto del denaro. Una volta sistemata la mia vita mi sembrava giusto fare cose per gli altri. Abbiamo curato molti progetti di istruzione per le donne nel mondo. Purtroppo ora la Fondazione è ferma perché non ho mai più guadagnato così tanto. Spero che la Tigre possa portare una nuova linfa.

In “Ascolta la mia voce”, il seguito di “Va' dove ti porta il cuore”, affronta tematiche importanti come l'aborto, l'eutanasia e l'ingegneria genetica sugli embrioni.

Ci troviamo davanti a una società necrofila, che ama la morte. Una società che corteggia la morte e disprezza la vita. Io credo che la vita sia la cosa più importante e che vada tutelata nel suo senso profondo. Non possiamo ridurre questo grande mistero a un fatto di praticità. C'è anche un grande conformismo intellettuale su queste cose.

Qual è il ruolo dello scrittore oggi?

Deve essere una persona che fa pensare. La letteratura dovrebbe aiutare a prendere coscienza di sé, oltre a emozionare. Il fatto che non si legga molto è una gravissima povertà. Viviamo in un mondo sempre più manipolabile. Ma se non elaboro un mio pensiero assumo quello che mi fa assumere qualcun altro. Altro che Orwell. Non si legge, non si pensa, ci si infiamma per le cose su internet senza informarsi e questo fa veramente paura.

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