Tanos, torna sui palchi argentini la storia di abruzzesi emigrati

LANCIANO. La storia di Domenico e Rosa torna a grande richiesta nel teatri sudamericani. Dopo il successo della tournée estiva in Argentina, lo spettacolo “Tanos”, prodotto dal Teatro Stabile d’Abruzz...
LANCIANO. La storia di Domenico e Rosa torna a grande richiesta nel teatri sudamericani. Dopo il successo della tournée estiva in Argentina, lo spettacolo “Tanos”, prodotto dal Teatro Stabile d’Abruzzo in collaborazione con il Teatro del Sangro di Lanciano, torna in Argentina e Paraguay.
“Tanos” racconta senza giudizi né pregiudizi la storia degli italiani emigrati in Argentina negli anni ‘50. Il progetto scenico, il testo e la regia sono di Stefano Angelucci Marino, che sarà anche in scena con Rossella Gesini. La drammaturgia prevede l’utilizzo in scena di maschere che sono state realizzate dall’artista Stefano Perocco di Meduna e di burattini realizzati da Gaspare Nasuto e Brina Babini. Le musiche originali sono di Giovanni Sabella e le scene di Filippo Iezzi.
Domenico e Rosa, giovani sposi, in famiglia sentono scoppiettare l’idioma abruzzese, idioma che nel “clan“ rappresenta il mito dell’origine, il rifugio salvifico, l’identità riaffermata, mentre per loro, senza lavoro nel 1950 e pieni di ambizioni, significa solo emarginazione e disprezzo. Inizia così l’avventura di una coppia che costruisce su di sé una visione dell’estero, dell’Argentina, come terra da conquistare. Conquistare il successo, un buon lavoro, costruirsi una casa e farla finita con l’Abruzzo. Domenico e Rosa in Argentina vivono tutte le fasi della loro vita in una forte contraddizione psicologica, in una specie di lunga crisi d’identità. Il un lavoro teatrale è “alimentato” anche dalla scrittura di John Fante: una comicità trafelata e plateale, l’inquietudine visionaria e ispirata, l’attenzione profonda, eppure mai compiaciuta, al mondo degli ultimi- degli immigrati- e chiaramente la presenza dell’ambiente domestico, cioè etnico, come sempre nei romanzi di Fante descritto nel momento della sua implosione.