Teatro sperimentale nei bar e nei foyer con il Festival Red

TERAMO. Si alza domani con Shakespeare recitato in luoghi non convenzionali il sipario del Festival Red: tutta la poesia e la pazzia del teatro sperimentale invaderà Teramo fino al 22 marzo. Red...
TERAMO. Si alza domani con Shakespeare recitato in luoghi non convenzionali il sipario del Festival Red: tutta la poesia e la pazzia del teatro sperimentale invaderà Teramo fino al 22 marzo. Red – organizzato e promosso da Acs Abruzzo Circuito Spettacolo, seconda edizione, con la direzione artistica di Rolando Macrini e il contributo dell’Università di Teramo/Dams, la collaborazione con il Teatro Eliocentrico e La Mama Umbria International e alla elevata qualità artistica delle proposte – prevede 4 spettacoli e uno spettacolo/laboratorio il cui filo conduttore è quello «della ricerca poetica e della mancanza di una visione elitaria o narcisistica della produzione teatrale», si legge nella nota di presentazione, «unito alla ricerca di nuovi spazi performativi con spettacoli itineranti, invasivi e che abitano anche luoghi altri da quelli tradizionalmente deputati».
«Red è un modo per parlare di qualcosa che sembra estinto ma che estinto non è», spiega Macrini, «il teatro sperimentale in America è vivo e in continuo fermento, in Italia è scomparso dalla nomenclatura, viene relegato a un periodo storico che è quello degli anni ’70, ma in realtà ci sono artisti che fanno teatro sperimentale che esistono e resistono anche in Italia, e Red vuole dar voce proprio a loro e alla loro poesia che non cerca applausi».
Il primo appuntamento è dunque con William Shakespeare e l’Otello prodotto da Tournée da Bar/Ecate Cultura, regia di Riccardo Mallus, di e con Davide Lorenzo Palla, domani alle 13.30 al Bar Università e alle ore 19 al Caffè Empatia (ingresso gratuito). In questo spettacolo la natura sperimentale va ricercata nel rapporto con lo spazio scenico e con il pubblico perché si tratta di un cantastorie, una delle forme di teatro più antiche; la ricerca sta nel far diventare un classico del teatro occidentale un successo teatrale fuori dallo spazio teatrale e dai suoi rituali.
Lunedì 12 alle 19 al teatro Comunale torna Dispensa Barzotti con Victor, regia di Alessandra Vetrella, con Riccardo Calabrò, Consuelo Ghiretti e Rocco Manfredi. Il figlio di due innamorati viene alla luce senza vita.Quel giorno che il tempo sembra arrestarsi in un’eterna veglia funebre. I due fanno così del dolore la propria casa e sembrano non poter far altro, per riprendere a vivere, che tentare una seconda gravidanza, una seconda possibilità. Un nuovo inizio, ma con lo stesso figlio: il loro Victor.
Mercoledì 21 due sono gli spettacoli al Comunale: alle ore 19 nel foyer Dynamis, la compagnia stabile in residenza artistica al teatro Vascello di Roma presenta M², con Francesco Turbanti e Dalila Rosa, La performance si interroga, attraverso un gioco con spettatori volontari, sull’uso dell’unità di misura metro quadro. Quale è il confine che intercorre tra umano e disumano nelle declinazioni della nostra quotidianità? Alle 20 in scena Medea’s room, produzione Deposito dei Segni, di e con Cam Lecce e Jörg Grünert liberamente tratto da Christa Wolf e Heiner Muller, un lavoro che Deposito dei Segni fa nel solco del proprio modo espressivo, di un teatro post-brechtiano, facendo ricorso alla narrazione e ai simboli del più antico teatro occidentale ma rivisitandolo in chiave sperimentale, un teatro scultoreo dove ogni oggetto ha la sua storia e la racconta.
Ultimo appuntamento il 22 alle 17 Comunale è lo spettacolo/laboratorio Tutti non ci sono, di e con Dario D’Ambrosi produzione Teatro Patologico. È il 1978 e in ossequio alla Legge 180, promossa da Franco Basaglia, chiudono i manicomi. I pazienti vengono dimessi e catapultati nella città senza alcun criterio, senza considerare che il matto viene considerato dalla società come un qualcosa di ingombrante. D’Ambrosi è uno dei maggiori artisti d’avanguardia italiani, creatore del movimento teatrale chiamato Teatro Patologico, attore, regista e autore di spettacoli che rappresentano pensieri e comportamenti di malati di mente, ed è da oltre trent’anni anni uno dei più interessanti fenomeni teatrali della scena nazionale.