Tenisci: che emozione, il mio brano per Il Volo sarà in gara all’Ariston

2 Febbraio 2024

Il giovane autore pescarese firma con Roberts e Merletta la canzone “Capolavoro”: «L’inizio è l’incontro con Ginoble»

PESCARA. C’è un talento d’Abruzzo tra gli autori di “Capolavoro”, il brano con cui Il Volo partecipa alla nuova edizione del Festival di Sanremo, ai nastri di partenza il 6 febbraio. Michael Tenisci, pescarese, classe 1989, ha firmato brani per Alessandra Amoroso, Tiziano Ferro, Francesco Renga, per citarne solo alcuni.
Da domenica sarà presentenella Città dei fiori con orgoglio e tanta emozione. “Capolavoro”, che anticipa l’album di inediti dell’abruzzese Gianluca Ginoble – rosetano di Montepagano – e dei siciliani Piero Barone e Ignazio Boschetto, è stata scritta da Tenisci in team con Stefano Marletta e con Edwyn Roberts.
Michael, com’è arrivato a scrivere per Il Volo?
Ho conosciuto Ernesto Ginoble, il fratello di Gianluca, in uno studio a Pescara e siamo diventati molto amici. Il suo ruolo è stato fondamentale, è stato il motore che ha permesso al progetto di partire. Con Stefano Marletta, principalmente, e con Edwyn Roberts lavoro in team, una cosa che amo molto fare. Questo inedito è la nostra prima canzone scritta pensando al Volo, nell’estate del 2022. Io, Stefano ed Edwyn ci siamo incontrati a Pescara due giorni e abbiamo iniziato a buttare giù la musica e le idee. Quando abbiamo composto il ritornello, abbiamo capito che era il pezzo giusto. È una canzone che parla di amore a 360 gradi. “Capolavoro” farà parte dell’album di inediti del trio, al quale abbiamo collaborato anche con altri brani.
Questo incontro artistico, oltre a dar vita a una nuova collaborazione, ha segnato anche l’inizio della sua amicizia con Gianluca Ginoble?
Con Gianluca c’è un rapporto di grande amicizia, si è creato un bel legame anche con gli altri ragazzi del Volo. Ringrazio spesso Gianluca per aver creduto nel team e nel progetto da subito, dal “giorno zero”.
Seguirà la gara da Sanremo?
Sarò presente con gli altri autori ed Ernesto. È il primo anno che ci vado. L’anno in cui Tiziano Ferro è stato ospite del Festival ha cantato anche “Potremmo ritornare”, che avevo scritto con lui, ma in quella occasione non ero presente. Stavolta ci sarò e sono molto contento e orgoglioso, perché per chiunque faccia questo mestiere avere una canzone in gara a Sanremo è un sogno. Sono piuttosto emozionato; ero più rilassato, ma nell’ultima settimana, con l’avvicinarsi del Festival, ho iniziato ad avvertire un po’ di “ansietta”.
Quando ha iniziato ad appassionarsi di musica?
Intorno ai 12-13 anni, grazie ai Red Hot Chili Peppers, che adoravo e che per me sono stati fondamentali. In casa mia si ascoltava già tanta musica, ma quando ho “incontrato” i Red Hot Chili Peppers in tv, ho capito che avrei voluto lavorare nella musica, anche se non sapevo ancora bene cosa mi sarebbe piaciuto fare. Ho studiato chitarra e un po’ di computer music, poi ho iniziato a scrivere da autodidatta.
Se dovesse dirmi qualche nome, per chi le piacerebbe scrivere una canzone?
Ce ne sono tantissimi. Intoccabile Vasco a parte, mi piacerebbe scrivere per la parte urban, come Irama e Rkomi. Un sogno nel cassetto è Luca Carboni.