Teramo, sipario chiuso in attesa dell’autunno «Speriamo negli aiuti»

Il grido di allarme di Acs, Spazio Tre e altre realtà locali «Costi in aumento con il distanziamento sociale in sala»
TERAMO. L’attesa delle decisioni governative, la speranza di ripartire unita alla consapevolezza di essere ultimi nella catena delle riaperture, il timore che le realtà piccole affondino. E un interrogativo: il pubblico ci sarà? Incertezze, paure e domande agitano nel Teramano come in tutta Italia il mondo dello spettacolo dal vivo: artisti, operatori e strutture teatrali e musicali che fanno produzione, distribuzione, organizzazione di cartelloni, rassegne, festival.
Tanti gli spettacoli annullati da inizio marzo e altri ne salteranno, stagioni che non potranno chiudersi, appuntamenti estivi in forse, e il dubbio che si allunga fino all’autunno e sui nuovi cartelloni. La stagione 2019-20 è finita anzitempo, con danni economici per tutte le realtà e i lavoratori dello spettacolo. Già, perché dietro lo sfolgorìo dei riflettori e i protagonisti c’è l’esercito invisibile di tecnici e maestranze artigiane. Ma si resiste, pensando al se e come adattarsi alla regola del distanziamento sociale.
«Stiamo lavorando ancora di più, con rendiconti dei progetti vinti, bandi per il futuro, riunioni on line con gli altri operatori di Arti, l’Associazione reti italiane teatrali inquadrata nell’Agis. Siamo in continuo contatto col ministero della Cultura. Vorremo prendere decisioni insieme, trovando soluzioni omogenee a livello nazionale», dice Eleonora Coccagna, direttore di Acs Abruzzo Molise Circuito Spettacolo, che organizza stagioni di teatro, teatro-ragazzi, musica, danza, teatro dialettale e off a Teramo, Sulmona, Orsogna, Ortona, Atessa, e Agnone in Molise «A oggi sono saltati oltre 40 spettacoli, saranno 59 fino al 3 maggio. Se il governo ci farà riaprire in autunno, tra novembre e dicembre contiamo di recuperare gli appuntamenti di questa stagione, contraendo la stagione 2020-21, che avrà meno spettacoli e un abbonamento meno costoso. Ci auguriamo che la situazione cambi e si possa andare a teatro senza distanziamento sociale. Altrimenti i posti in sala si ridurrebbero a un 30 per cento della capienza, con l’effetto che i grandi spettacoli e i grandi concerti sarebbero insostenibili economicamente. Purtroppo non c’è Fase 2 per il teatro, ne sono convinta. Molte compagnie stanno chiudendo e non sappiamo chi ripartirà. Dei 130 milioni previsti dal governo per il comparto cinema-teatro per ora poco si sa. Spero si deroghi al parametro dei 220 spettacoli in almeno 12 Comuni, il minimo per accedere ai contributi ministeriali Fus, il Fondo unico per lo spettacolo. Quest’anno i minimi sono saltati e pure nella stagione 2020-21 sarà impossibile rispettarli».
Il distanziamento sociale pone un problema insolubile ai teatrini off, ai cori, alla musica cameristica, ai laboratori. «Solo le grandi realtà potranno permettersi, con costi enormi, di contrarre i posti al 30 per cento del totale, col conseguente aumento dei biglietti», osserva Silvio Araclio, fondatore e direttore artistico a Teramo dell’associazione culturale e compagnia teatrale Spazio Tre «Anche la produzione ne risentirà. E le piccole realtà rischiano di non poter essere competitive. Senza aiuti concreti i professionisti dello spettacolo vivranno un disagio drammatico. E mi chiedo, ci sarà il pubblico? Il motore culturale sarà penalizzato oltre che dalla ritardata riapertura anche dall’incertezza sulla presenza del pubblico. Imprescindibile per uno spettacolo. Lo streaming non potrà mai sostituire il rapporto carnale e mortale tra teatro e pubblico. Il teatro ha bisogno del corpo».
Il regista sposa invece la tecnologia per la prosecuzione dei corsi, con lezioni individuali in videochat e la pubblicazione quotidiana sul profilo facebook e il canale You Tube di Spazio Tre delle scene degli allievi. «Un modo per tenerli vicini al teatro e al pubblico. Con la nostra presidente Carla Piantieri stiamo riflettendo su ipotesi di lavoro virtuale, per essere ancora presenti nella vita sociale. Dopo 52 anni Spazio Tre ha l’esperienza per riprendere la sua attività, che non è morta. Certo, riaprire in sicurezza i corsi non sarà difficile, più complesso organizzare una rassegna. MaggioFest salta e sarà improbabile lo slittamento all’autunno se i teatri riapriranno a dicembre. In forse anche Scena d’Autunno. Per ora non facciamo castelli in aria»
Sono in attesa di risposte tante altre realtà teatrali del Teramano, Satiro, Merli Bianchi, Sbandati, Teatro Minimo, e numerose compagnie dialettali. Difficile la situazione per chi fa teatro sociale come Terrateatro, compagnia che da Giulianova e Nereto irradia l’attività, tra corsi, spettacoli e rassegne, sulla costa e in vari centri della Val Vibrata, arrivando fino al capoluogo.
«Abbiamo interrotto la scuola di teatro e i laboratori nelle scuole. Sono fermi anche i nuovi lavori, “Bestie, uomini e dee” che doveva debuttare il 4 aprile ad Avezzano con la rete Teatri d’Abruzzo, e il progetto Next nelle scuole di Abruzzo, Umbria e Marche.Tra riprese e nuove produzioni abbiamo tutto fermo», spiega l’attrice Cristina Cartone, direttrice artistica col regista Ottaviano Taddei, anime del sodalizio con l’attore Luca Settepanella. «Il teatro è un segnale di umanità, e uno spazio per un’umanità ritrovata si dovrà pur trovarlo. Ma temo che l’estate vada verso il nulla. Tutt’al più, se i Comuni troveranno risorse per garantire il distanziamento, vedremo un proliferare di monologhi per 20 spettatori, e allora meglio restare a casa con Netflix. Appena si potrà fare qualcosa in più noi saremo pronti e disponibili. Inoltre stiamo cercando di capire se le scuole riprenderanno a settembre i laboratori teatrali già avviati. Se ci sarà ancora didattica a distanza siamo esclusi, e così nell’ipotesi di turnazione», osserva Cartone, che poi riflette sul bonus Inps. «Il sussidio dello Stato erogato anche ai lavoratori dello spettacolo, che nessuno ha mai considerato, è confortante. È un piccolo sollievo, che non coprirà però i tanti lavoratori in nero. Per averlo devono risultare almeno 30 giornate lavorative nel 2019, che molti non potranno dimostrare. Nello spettacolo c’è tantissimo sommerso».
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